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Postcards from Middle East / 46

"L'ingresso dello stato d'Israele nell'Ocse - l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico - può aiutare a far ripartire il processo di pace in Medio Oriente". Con queste parole il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha accolto l'ingresso dello Stato ebraico guidato dal premier Benjamin Netanyahu dentro gli uffici della sede centrale di Parigi (foto: Avi Ohayon / GPO)

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attualità

Caro letto (ospedaliero)

Uno scorcio dello Sheba Hospital di Tel Aviv

Il primato è di quelli di cui non andare fieri. Tra i 28 paesi occidentali dell’area Ocse, Israele è quello con il numero più basso di posti letto ospedalieri per la popolazione. 1,98 ogni mille abitanti. Tanto per fare dei confronti, in Giappone ce ne sono 8,2 (su 1000), in Germania 5,7.

Non solo. Perché anche la distribuzione nel territorio è disomogenea. In zone ricche come Tel Aviv e Haifa il rapporto arriva a 2,5 posti letto ogni mille civili. Nei distretti del nord e del sud, invece, il rapporto crolla a 1,5. Con un dettaglio in più: negli ultimi decenni non è stato costruito nessun ospedale pubblico. E i posti letto restano costanti: 14.582.

Tutti numeri contenuti nel dossier preparato per la commissione del lavoro, affari sociali e sanità. Che avverte: nella media, gli ospedali israeliani sono riempiti oltre la loro capacità massima. In cifre, ogni cento posti letto ammessi, ce ne sono 113.

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