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Le olive diventano il nuovo campo di battaglia della crisi israelo-palestinese

Questa è una guerra “oleosa”.  Che non fa rumore. E non provoca vittime. O almeno: non vittime civili. Questa è una guerra combattuta a colpi di olive. Perché in gioco c’è qualcosa di più grosso: il controllo del territorio. Ma anche gli introiti che derivano dalla vendita dell’olio.

Ulivo dopo ulivo contadini palestinesi e coloni israeliani negli ultimi anni hanno fatto la gara a chi piantava più alberi. «Lo facciamo perché così i coloni non ci potranno più sottrarre altra terra», dicono gli arabi. Quest’anno, almeno a sentire i proclami, i palestinesi ne avrebbero piantato il doppio rispetto agli anni scorsi. Gl’israeliani, invece, annunciano di aver raddoppiato il raccolto.

Ma ora, in piena stagione del raccolto, la sfida s’è fatta più aspra. E i colpi bassi sono all’ordine del giorno. Ci sono gruppi che saccheggiano le piantagioni degli avversari. E gruppi che danneggiano o addirittura bruciano gli uliveti del nemico. Da parte palestinese sono scesi in campo anche i leader politici: dal primo ministro Fayyad ai vari esponenti del Fatah. Il fatto è che, sotto sotto, la questione è soprattutto economica: l’ulivo cresce facilmente, richiede poche cure e l’olio si vende a cinque euro al litro.

Ecco perché l’Autorità palestinese ha approvato un piano di sovvenzione che permetterà agli agricoltori della Cisgiordania di piantare anche trecentomila nuovi alberi ogni anni. Coloni e falchi di Gerusalemme permettendo.

Leonard Berberi

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E nella versione israeliana di “Ballando con le stelle” spunta la coppia di sole donne

La presentatrice lesbica Gili Shem Tov (a sinistra) e la compagna di ballo (etero) Dorit Milman alla presentazione della sesta edizione di "Ballando con le stelle" (foto di Rami Zerenger)

Il format è il solito: ci sono dei personaggi famosi che si mettono a ballare e gareggiano uno contro l’altro. Il programma, in Israele, si chiama “Rokdim Im Kokhavim”. Tradotto per i profani: “Ballando con le stelle”. Ma la novità – nello Stato ebraico e nel mondo – è che una delle coppie della nuova stagione sarà formata da partner dello stesso sesso. Due donne, per la precisione.

Gili Shem Tov, nota presentatrice omosessuale israeliana, sarà accompagnata dalla ballerina professionista (etero) Dorit Milman. Il primo novembre, si esibiranno di fronte alla giuria – e al popolo – con un samba. A dare il voto anche Pamela Anderson. Insieme gareggeranno contro altre undici coppie con altrettanti famosi: dal pugile Merhav Mohar alla cantante Sharon Haziz.

Una scelta, quella della coppia mono-sesso, che a dire il vero non ha scandalizzato nessuno. L’unico problema è stato quello di stabilire quale delle due – durante la performance – avrebbe dovuto svolgere il ruolo dell’uomo e chi della donna. Il programma è giunto – in Israele – alla sua sesta edizione. La coppia vincitrice verrà proclamata alla fine di gennaio.

Leonard Berberi

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Ecco il nuovo bolide di Netanyahu: costa un milione di dollari ed è a prova di bomba

Più che un auto, un bolide. Pieno di accessori. Sicuro quasi al cento per cento. Soprattutto: eccentrico. L’Audi A8 – versione limousine – è diventata la nuova autovettura del premier israeliano Benjamin Netanyahu. La ricerca è durata mesi (i primi accordi risalgono a gennaio). Le trattative – dicono i bene informati – pochi minuti. Perché lui, Bibi, si sarebbe innamorato subito di quel aggeggio con le forme così graziose. Un aggeggio che, oggi, è l’auto più costosa d’Israele: un milione di dollari.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (foto di Hagai Aharon)

Adesso il passo successivo è il velivolo: lo staff del primo ministro sta cercando il nuovo modello dell’aereo che dovrà trasportare Bibi in lungo e in largo per il mondo. Un po’ come l’Air Force One di Obama. Nel frattempo il bolide gira per il Paese. Tra qualche settimana sarà affiancato da altri due veicoli: identici nel modello, nel colore e negli accessori. Una spesa che tocca i tre milioni.

L’Audi A8 – scrive lo Yedioth Ahronoth – è stato messo in sicurezza con la tecnologia dei servizi segreti dello Shin Bet. Prima di firmare l’acquisto, un modello identico è stato fatto esplodere per cercare di capire quanto l’interno poteva resistere allo scoppio. Prova superata, contratto firmato.

Il veicolo – dotato anche di un sistema di estintori automatici interni – pesa tre tonnellate, ha 12 cilindri al motore e una potenza di 450 cavalli. All’interno, oltre alle misure di sicurezza, tutto il lusso necessario: sedili automatici, tettuccio apribile, interni in pelle, schermo piatto con lettore Dvd, frigorifero e anche un contenitore di sigari.

Leonard Berberi

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