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Sei anni dopo

Sei anni (e un giorno) fa aprivo questo blog. Senza volerlo, ma solo per fare un compito. E il compito – di uno dei miei tutor alla Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano – era quello di pensare a un tema, avviare uno spazio web e scrivere post che non oscillassero dalle riflessioni sulla vita e la morte per arrivare all’insostenibile leggerezza dell’essere koala in un albero che un nuovo piano urbanistico australiano voleva abbattere. Ma di buttar giù righe, giornalistiche, su quel tema che si era pensato.

A chi in questi anni mi ha chiesto perché un albanese (ora anche italiano) ha deciso di aprirsi un blog che parla d’israeliani e palestinesi, un pizzico del Medio Oriente, in generale di cose che dividono sempre e uniscono mai non solo i diretti interessati, ma pure chi guarda a migliaia di chilometri di distanza, ecco, a chi mi ha fatto quella domanda ho sempre dato una risposta: questo blog, questi argomenti, sono per me la migliore palestra giornalistica. Perché non c’è tema più difficile, più intricato, più politicamente e socialmente sensibile del rapporto tra israeliani e palestinesi, ebrei e arabi.

Per questo il blog è ancora qui. Sei anni (e un giorno) dopo.

Leo

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La minaccia dell’imam via tv: “Conquisteremo l’Italia”

Nel bel mezzo del suo solito, quotidiano, sermone e in una giornata molto calda (18 agosto scorso) il muftì Salem Abu Al-Futuh ha deciso di metterci dentro anche l’Italia. E dagli schermi della tv religiosa egiziana Al-Nas Tv ha lanciato i suoi strali contro il nostro paese e l’Europa (qui il video).

«Conquisteremo l’Italia», ha detto-promesso-minacciato Abu Al-Futuh. «Per Allah, noi conquisteremo l’Italia e poi il resto dell’Europa. L’Islam pervaderà tutta l’area». Il religioso non si lascia sfuggire nemmeno il resto del mondo. E dopo essersi fatto una domanda («Vi chiederete: anche l’America conquisteremo?»), si dà pure la risposta: «Sì, conquisteremo anche l’America. Da nord a sud. Entreremo in tutti questi paesi e la gente aderirà in massa all’Islam».

Al-Futuh deve avercela con l’Italia. Perché, come fanno notare gli osservatori del Memri (Middle East Media Research Institute), «in quasi tutti i suoi sermoni via web cita l’Italia». La novità, adesso, sta nel fatto che dal web c’è stato il salto alla tv. Una emittente, Al-Nas Tv, con una programmazione tutta religiosa, dove i grandi muftì (conosciuti e non) indottrinano i telespettatori. Tra una pubblicità di suonerie (anche loro religiose) e l’altra.

Leonard Berberi

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