attualità

Il ministro contro Uber: in Israele non può operare

uber

Entro anch’io. No, tu no. E perché? Perché no. Porte sbarrate per Uber nella «Repubblica delle start up». Yisrael Katz, ministro israeliano dei Trasporti, non ammette dialogo: la compagnia californiana presente in oltre 50 Stati e che sta mettendo in crisi le compagnie di taxi di mezzo mondo, non può metter piede – pardon: ruote – in Israele. Il premier Benjamin Netanyahu, a dire il vero, non la pensa proprio come Katz. E, secondo Times of Israel e Canale 2, l’avrebbe pure fatto capire. Anche perché, all’ultimo forum economico di Davos, in Svizzera, ha quasi promesso all’amministratore delegato della società americana, Travis Kalanick, che sarebbe arrivato il via libera.

katz_netanyahu

Il ministro dei Trasporti Yisrael Katz (a sinistra) con il premier israeliano Benjamin Netanyahu

«Chiunque voglia dare l’ok a Uber nel Paese deve prepararsi a sborsare ai tassisti 2-2,25 miliardi di dollari a mo’ di indennizzo», ha spiegato Katz alla Commissione parlamentare sulle finanze. «Francamente, poi, non capisco da dove arrivi questa storia che dipinge i tassisti come un’entità potente: non lo sono affatto», ha proseguito il ministro dei Trasporti. «Non importano veicoli, ma si mettono lì alla guida per ore e si lavorano sodo. Non stiamo parlando di gente ricca e se qualcuno ha comprato la licenza non vedo perché altri debbano offrire lo stesso servizio senza pagare quel documento».

Fino ad oggi la legge israeliana vieta a qualsiasi persona – ad eccezione dei taxi, delle compagnie di bus e degli sherut (i taxi collettivi) – di offrire passaggi in cambio di denaro. Ma Netanyahu ha chiesto a Katz di approvare una legge che consenta l’utilizzo dell’applicazione nel territorio per «noleggiare» l’auto con conducente. Ma il numero uno dei Trasporti ha pure evidenziato che c’è il rischio di trovarsi i terroristi a guidare i veicoli di Uber: «Volete davvero farvi trasportare da qualcuno, nel cuore della notte, mentre vi trovate a Nablu, in Cisgiordania?», s’è chiesto Katz. «Se volete salire a bordo fate pure, affari vostri. Ma io non sono al servizio dei miliardari stranieri: il mio lavoro è prendermi cura dei cittadini israeliani».

© Leonard Berberi

Standard

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...