attualità

Gerusalemme Est accusa: 250mila persone senza servizio postale solo perché arabe

Il cervo, il simbolo del servizio postale israeliano

Il cervo a Gerusalemme Ovest si presenta puntuale ogni giorno. A Est, invece, non lo vede più nessuno. «L’avranno ucciso», scherzano in molti.

Il cervo è il simbolo dell’Israel Postal Company, l’ente postale israeliano. E la denuncia presentata all’Alta Corte da alcuni residenti di Gerusalemme Est – «in rappresentanza dei 250mila abitanti dell’area interessata» – coinvolge lo Stato centrale «per le ripetute inadempienze del suo sistema di smistamento della missiva».

«Sono settimane che non arriva più niente sulle nostre caselle postali», accusa chi vive nella parte orientale della capitale contesa. «Questa è la lesione di un nostro diritto alla corrispondenza». E insinuano: «Guarda caso abbiamo problemi solo noi arabi, la maggioranza in questa parte, mentre l’altra parte, quella ebraica, ogni mattina si vede recapitare le sue lettere».

Il problema non è da poco. Perché alla denuncia sono state affiancate decine di atti amministrativi conseguenza del mancato recapito della missiva. A partire dalle multe: risultano tutte maggiorate per il fatto che i residenti di Gerusalemme Est non hanno potuto fare ricorso o impugnare il provvedimento. O pagarle.

C’è chi, malignamente, dice che «è una tattica ottima e giuridicamente ineccepibile per gli interessi israeliani: se uno non paga una multa, quella multa cresce fino a costringere l’autorità pubblica a sequestrare il bene immobile, cioè la casa. Ed è così che la casa sequestrata ha il doppio effetto di cacciare gli arabi e di far insediare gli ebrei». Insinuazioni. Malignità. Ma c’è qualcuno che inizia a preoccuparsi.

Tocca così all’Alta Corte dire l’ultima parola. Con la certezza che il pronunciamento avrà una ricaduta anche politica sulla capitale divisa in due.

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attualità, tecnologia

Il meteo di Yahoo divide in due la città di Gerusalemme

Gerusalemme divisa. Almeno per il meteo di Yahoo (foto: Falafel Cafè)

Tempo di scelte politiche anche per la tecnologia. È finito il periodo dei «non allineati». E questo vale anche per le applicazioni dell’iPhone. Chiedere a Yahoo per informazioni. Negli ultimi giorni il motore di ricerca statunitense – che cura anche il meteo per il telefonino della Apple – ha rimosso Gerusalemme dall’elenco delle città.

La Città Santa è considerata la capitale dello Stato ebraico, ma a livello internazionale resta ancora una città contesa. E lo dimostra anche il fatto che le ambasciate delle cancellerie estere si trovano tutte a Tel Aviv.

Via Gerusalemme unica e indivisibile. Al suo posto, Yahoo ha inserito un’opzione politicamente insidiosa: Gerusalemme Est e Gerusalemme Ovest. La temperatura e il tempo sono gli stessi. La foto sta lì a dimostrarlo. Ma il cambio – almeno a leggere i commenti degli internauti ebrei – rischia di trasformarsi in un boomerang commerciale.

Leonard Berberi

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