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Netanyahu sceglie un “falco” come consigliere (e l’esercito teme la rivolta palestinese)

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha nominato oggi un ex generale, Yaakov Amidror, suo nuovo consigliere per la sicurezza nazionale. Amidror, vicino alla destra nazionalista più coriacea, è personalità discussa per aver in passato espresso posizioni controverse, ipotizzando tra l’altro la rioccupazione della Striscia di Gaza e l’eventualità di un attacco israeliano contro gli impianti nucleari dell’ Iran.

Amidror ha alle spalle una lunga carriera militare che lo ha visto tra l’altro occupare la posizione di capo della divisione ricerche del servizio informazioni delle forze armate. Netanyahu ha motivato la scelta affermando che «Amidror non teme di esprimere le sue opinioni professionali e ha accumulato una grande esperienza in campo militare, strategico e della sicurezza». Amidror sostituisce Uzi Arad, che veniva dalle file del Mossad ed era stato consigliere e uomo di fuducia di Netanyahu già negli anni del suo primo governo. (Ansa)

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Misure di contenimento da adottare di fronte ad una eventuale sollevazione popolare non violenta in Cisgiordania vengono riesaminate in queste settimane dai vertici militari israeliani, anche alla luce delle rivolte esplose in diversi paesi arabi. Lo afferma oggi il quotidiano Haaretz secondo cui i servizi di intelligence hanno già registrato una prima lezione pratica: ossia che d’ora in poi dovranno monitorare da vicino non solo gli attivisti politici ma anche le reti sociali su internet.

Nei giorni scorsi il presidente dell’Anp Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha affermato che la situazione in Cisgiordania è stabile e che non sono prevedibili sollevazioni. Al tempo stesso ieri, in una conferenza stampa a Londra, ha anche lasciato trapelare la possibilità che abbandoni la sua carica – e lasci dunque un vuoto di potere – se entro settembre non sarà stata decisa la proclamazione di uno stato palestinese indipendente.

Haaretz spiega che di fronte a manifestazioni popolari palestinesi all’interno delle zone autonome l’esercito israeliano resterebbe inerte. Ma se le dimostrazioni si rivolgessero contro le colonie ebraiche o contro la Barriera di sicurezza l’intervento militare sarebbe molto determinato. Nel frattempo agli ufficiali israeliani vengono comunque chiarite le regole di comportamento di fronte a proteste di massa non violente. (Ansa)

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Netanyahu sottopone alla macchina della verità i suoi consiglieri più stretti

La fuga di notizie era così costante che WikiLeaks – al confronto – era solo un solletico (diplomatico, s’intende). Non passava giorno senza che i giornali – soprattutto quelli avversi al governo – non pubblicassero una discussione accesa al consiglio dei ministri o un litigio o un problema.

È così che Netanyahu, stanco e irritato per i troppi spifferi interni al suo esecutivo, ha deciso di fare il salto decisivo. In fretta – e in silenzio – ha chiesto alcuni mesi fa allo Shin Bet, il servizio segreto di sicurezza interna, di investigare sui suoi stretti collaboratori sospettati di aver passato alla stampa informazioni riservate.

La notizia è stata diffusa ieri dalla radio delle forze armate ed è stata poi confermata con un comunicato dall’ufficio del premier. Lo Shin Bet ha sottoposto al test della macchina della verità il consigliere per la sicurezza nazionale Uzi Arad, il segretario del governo Zvi Hauser e l’ ex portavoce di Netanyahu Nir Hefez. I test hanno completamente scagionato gli alti funzionari e lo Shin-Bet ha perciò concluso che è infondato il sospetto che sia stato violato il segreto d’ufficio.

Leonard Berberi

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