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Auto sportive e corsi di velocità per le donne palestinesi

(foto Afp)

Se non altro ha il merito di riportare a galla la difficile condizione femminile in Palestina. Certo, l’iniziativa è particolare. Perché le gare automobilistiche, in mezzo a una delle aree più tese degli ultimi decenni, sembrano più un viaggio onirico alla David Lynch piuttosto che un evento concreto.

E comunque. Il consolato britannico di Ramallah ha dato inizio a un progetto “per consentire alle giovani donne di praticare attività di motosport”. Siano essi rally o ciclocross. E ha fornito anche tutto l’abbigliamento necessario. Così alcune giovani palestinesi hanno preso parte alle competizioni automobilistiche in diverse località della West Bank: Jenin, Nablus, Ramallah, Betlemme e Gerico.

(foto Afp)

Le foto fornite dagli inviati dell’Afp (ne riportiamo soltanto due) sono molto particolari. Con gli uomini che guardano dietro le transenne e le donne assolute protagoniste. Certo, una parola veloce sulle auto: più che vere macchine da competizione, sembrano – in particolare la Bmw in alto – veicoli sequestrati (o presi in prestito) alla malavita locale.

“Il nostro obiettivo è incoraggiare la componente femminile della società a prendere parte alle attività sportive in generale, in particolare nelle competizioni automobilistiche”, hanno fatto sapere dal consolato britannico.

La stessa autorità governativa fa sapere che presto inizieranno dei veri e propri corsi di guida competitiva. Corsi tenuti da campioni inglesi della specialità. Certo, sarà dura trovare gli “allievi”. Nella competizione di Jenin si sono presentate soltanto quattro donne.

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Massima vigilanza

“Cari viaggiatori, quando andate in Israele, tenete sempre sott’occhio il vostro passaporto”. L’annuncio – insolito, ma attuale – arriva direttamente dal Foreign Office di Londra. Sul profilo dello Stato d’Israele, infatti, c’è scritto che i cittadini britannici è bene che non perdano mai di vista il proprio documento di viaggio. Altrimenti – è il messaggio sottinteso – potreste finire per partecipare, a vostra insaputa, al prossimo omicidio mirato da parte del Mossad (vedi alla voce: Dubai).

“I dati sensibili del vostro passaporto – spiega la nota – rischiano di entrare in possesso di persone che potrebbero poi utilizzarli per un uso improprio”. Massima attenzione – continua il Foreign Office – “ai passaporti non biometrici (quelli senza microchip, nda), perché sono quelli più esposti al rischio duplicazione e furto d’identità”.

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