attualità

Libano, l’ex ministro: “Tifo Germania perché odiavano gli ebrei e li hanno bruciati”

L'ex ministro libanese Wahhab e le dichiarazioni di fuoco su Israele

Dal Libano suonano due campanelli d’allarme. Il primo, per i soldati della missione UNIFIL che si trovano a fare da cuscinetto tra Gerusalemme e Beirut. Il secondo, proprio per gl’israeliani: i movimenti di truppe Hezbollah verso sud, al confine con lo Stato ebraico hanno iniziato a preoccupare i vertici militari. E le frasi che arrivano dalle tv locali non aiutano a calmare le acque.

A confermare quanto la situazione si sia fatta pericolosa ci ha pensato Wiam Wahhab, ex ministro libanese, ora nella veste di opinionista tv e – suggerisce più d’uno – una sorta di messaggero dei militanti di Hezbollah. Durante una trasmissione dell’emittente tv “Al-Jadid”, Wahhab con i suoi soliti giri di parole ha avvertito la missione delle Nazioni Unite e fatto dichiarazioni pesanti contro Israele.

Guarda il video (fonte: Memri Tv)

«L’Onu pensa davvero di fare i comodi di Stati Uniti e Israele, di usare il tribunale internazionale contro il nostro Paese senza che noi muoviamo un dito?», ha attaccato l’ex ministro. «Davvero pensate che le cose possano rimanere uguali, dal fiume Litani fino a sud, mentre il Paese va a fuoco e la gente combatte una guerra civile?».

Il conduttore lo interrompe. Gli chiede se una mossa del Tribunale internazionale contro Beirut potrebbe mettere in pericolo le truppe UNIFIL. «È possibile», risponde Wahhab. «Non che sia io a compiere questi attacchi – precisa –, ma a mio avviso l’UNIFIL sarà in pericolo».

Poi l’attacco, finale, a Israele. Che parte, però, da una domanda sulle simpatie calcistiche ai mondiali di calcio in Sudafrica. «Tifo Brasile nel calcio, ma simpatizzo per la Germania in campo politico». «Mi piacciono i tedeschi – ha continuato Wahhab – perché odiano gli Ebrei e li hanno bruciati». Segue risata fragorosa. Del politico. E del conduttore.

Leonard Berberi

Annunci
Standard
attualità

Venti di guerra

Un'immagine della seconda guerra del Libano (2006)

Due notizie. Una arriva da Be’ersheba, nel deserto del Negev, Israele. L’altra dal Washington Post, Stati Uniti. Il dato particolare è che dicono la stessa cosa. I governo di Gerusalemme e le milizie di Beirut si starebbero preparando alla terza guerra del Libano.

“Un altro conflitto con il paese dei cedri è inevitabile. Non so quando, ma ci sarà”. Parola del ministro senza portafoglio di Gerusalemme, Yossi Peled (Likud). “Il Libano è l’unica realtà al mondo ad avere un’organizzazione militare che non risponde al suo governo e la comunità internazionale ha fallito con Hezbollah”, ha proseguito.

Non bastasse questa dichiarazione, a Gerusalemme fa rabbrividire un articolo del Washington Post di oggi. Dove c’è scritto che militanti dell’organizzazione terroristica Hezbollah stanno trasportanto missili a lunga gittata nel sud del Libano, nella valle di Bekaa. Un’area controllata dalla missione Unifil (dove si trovano anche gli italiani) che – scrive il giornale – può fare davvero poco per fermarli. I missili – secondo gli analisti interpellati dal Post – sarebbero in grado di raggiungere le grandi città come Haifa. Non è chiaro se così potenti da toccare anche Tel Aviv o Gerusalemme.

Standard