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La soldatessa di Facebook: “Ammazzerei e macellerei volentieri gli arabi”

«Io non sono una torturatrice. Anzi, ho sempre trattato con il massimo rispetto e amore tutti i detenuti palestinesi». «Gli arabi li ammazzerei volentieri. Anzi, li macellerei pure». Due frasi, due concetti, stessa persona a pronunciarli.

Eden Abergil, è la ragazza israeliana diventata – tristemente – famosa per aver pubblicato delle foto con lei divertita a fianco ai detenuti palestinesi legati e bendati. Se fino a ieri continuava a negare di essere una ex soldatessa sadica, oggi ha cambiato registro. Ha iniziato a offendere tutti quelli che si erano occupati del caso. E a lanciare strali contro gli arabi.

«In una guerra non ci sono regole», ha scritto ieri Eden nella sua pagina Facebook. Che ha passato tutto il giorno a rispondere – piccata – ai tanti fotomontaggi pubblicati su molti profili del social network e che prendevano in giro lei.

«Non permetterò a nessuno di rovinare la mia vita perfetta», ha replicato a una ragazza, sempre via Facebook. «Non intendo sopportare le lagne degli amanti degli arabi e non sono per nulla pentita di quello che ho fatto». E via così. Con offese e sfottò.

Leonard Berberi

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Soldatessa israeliana mostra foto con detenuti palestinesi. Scoppia la polemica

Lei si chiama Eden. Ma le foto che ha pubblicato, a dispetto del nome, mostrano scene per nulla paradisiache. E una volta finite sul suo profilo Facebook, hanno iniziato a fare il giro del mondo. Ricordando a molti gli scatti di Abu Ghraib.

Nelle foto di Eden Abergil c’è un po’ di tutto. Detenuti palestinesi ammanettati con resistenti fili di plastica, altri – sempre palestinesi – con gli occhi bendati e seduti su blocchi di cemento. In primo piano – o a fianco – lei, Eden. Che, nonostante la drammaticità della situazione, sorride, ammicca, irride, sbuffa. Tutte immagini racchiuse nell’album virtuale che lei ha deciso di intitolare così: “L’esercito… il periodo migliore della mia vita”. Alla fine, il sorriso formato emoticon.

A dare la notizia per primi sono stati i blogger. Che hanno scaricato le foto contestate e le hanno rilanciate attraverso i loro siti. Eden ora è in congedo, è di Ashdod e ha pubblicato foto scattate due anni fa. La Rete, come sempre, s’è divisa. Da una parte chi si è indignato. Dall’altra chi ha esaltato le gesta dell’esercito israeliano. «Qui sei super sexy», ha commentato un amico della ragazza. E lei a rispondere: «Yeah, lo so, ha ha, che giorno che è stato, guarda come sta bene nella mia foto. Mi chiedo se (il detenuto, nda) abbia un profilo su Facebook! Devo taggarlo nella foto! Ha ha».

La foto di Eden Abergil (dal suo profilo Facebook)

La risposta dell’Idf, l’esercito israeliano, non s’è fatta attendere. «Questo è un comportamento vergognoso da parte di un soldato», ha detto il portavoce. E ha annunciato che saranno fatte tutte le opportune indagini per esaminare il caso.

Le foto hanno provocato l’indignazione anche delle associazioni israeliane. Yishai Menuhim, direttore della “Commissione pubblica contro le torture” ha criticato tutto l’esercito dello Stato ebraico: «Questo tipo di immagini riflettono il comportamento che di norma i soldati hanno nel trattamento dei detenuti palestinesi». «Tale comportamento – ha attaccato – è un prodotto della cultura popolare delle Forze di difesa israeliane che non considera i palestinesi come essere umani con dei loro diritti».

Lei, la ragazza incriminata, per ora non dice molto. A Lisa Goldman, una giornalista freelance, ha risposto che non parla con i simpatizzanti di sinistra. Mentre a Falafel Cafè ha così replicato: «Perché ficcate il naso nei miei affari privati? Non sono cose che vi riguardano. Preoccupatevi di altre cose che succedono nel mondo, non di quello che faccio io».

Non essendo più parte dell’esercito da almeno un anno, i capi dell’Idf non possono fare nulla per quelle foto. Per questo sono in molti a chiedere al quartier generale di Facebook la rimozione di quegli scatti.

© Leonard Berberi

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