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Stampa, prosegue la fuga del free press “Israel ha-Yom”: è il giornale più letto del Paese

Un tabloid gratuito contro tutti. E letto più di tutti. Nonostante le sue aperte simpatie nei confronti del governo Netanyahu. È quel che succede in queste settimane in Israele. Dove “Israel ha-Yom”, di cui è proprietario Sheldon Adelson, «il più ricco ebreo al mondo».

Il free press pro-governativo continua a rafforzarsi e – durante la settimana – allarga il proprio margine di vantaggio rispetto al principale rivale, “Yedioth Ahronoth” (che vince nelle edizioni del fine settimana). Lo ha rilevato una ricerca sull’«esposizione» del pubblico ai mezzi di comunicazione israeliani, curata dall’Istituto internazionale Tgi.

Nel secondo semestre del 2010 “Israel ha-Yom” si è aggiudicato il primo posto con una «esposizione» al pubblico del 37,4 per cento. Seguono “Yediot Ahronoth” (34,9), “Maariv” (13,9) e “Haaretz” (6,8). Fra di loro, “Israel ha-Yom” è l’unico a essere diffuso gratuitamente anche se di recente “Yedioth Ahronoth” ha avviato la distribuzione di una propria edizione ridotta e gratuita nei mezzi di trasporto di massa.

Nel fine settimana, nel secondo semestre 2010, “Yedioth Ahronoth” ha mantenuto il primo posto con un 43,1 per cento di «esposizione» al pubblico, seguito da “Israel ha-Yom” (30,3), “Maariv” (15,9) e “Haaretz” (8,0).

Il free press formato tabloid è stato lanciato nel luglio 2007 (quando nel resto del mondo iniziava il periodo nero della stampa gratuita) con l’intento di fornire al lettore israeliano «un’informazione più patriottica». Il suo clamoroso sorpasso di “Yedioth Ahronoth” è avvenuto nella prima metà del 2010 e anche nei mesi successivi, secondo Tgi, “Israel ha-Yom” ha continuato ad avanzare. Di questo passo, temono i giornalisti israeliani di sinistra, il quotidiano di Adelson rischia di stravincere dal lunedì alla domenica.

Leonard Berberi

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Gratis (non) è bello

La prima pagina di "Israel Hayom"

Ha una grafica accattivante. Titoli in risalto. Grandi foto. Un motto che rimane impresso (“Offriamo un giornalismo che non urla, ma parla”). E, soprattutto, è gratis.

L’oggetto è un quotidiano. Si chiama Israel Hayom (Israele Oggi) e dal 2007 viene sfogliato da quasi tutti gli abitanti di Tel Aviv (e non solo). E’ il tabloid preferito dai pendolari e presto – secondo il proprietario, il miliardario Shedon Edelson – “sarà il primo giornale del Paese” (qui potete trovare la versione scaricabile in .pdf).

C’è solo un problema. E nemmeno tanto piccolo. Edelson è molto amico del primo ministro Benjamin Netanyahu (cliccare la foto a fianco per capire come viene ritratta Tzipi Livni, all’opposizione, nda). E, negli ultimi giorni, ha fatto sapere che “la stampa israeliana non è sufficientemente patriottica” e quindi “occorre dar vita a un giornale che non dimentichi mai che siamo ebrei ed israeliani”. Pazienza se Edelson da anni non è più cittadino israeliano. E pazienza se Edelson abita fuori dal Paese.

Yedioth Ahronoth, quotidiano leader – fino a oggi – lancia l’allarme. L’altro diretto concorrente, Maariv, rischia la chiusura. E con il progressista Haaretz lontano dalle vette di vendita, Israele Oggi “minaccia sul serio il pluralismo dell’informazione”.

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