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Quei 13,6 milioni di ebrei di tutto il mondo

Il doppio – o quasi – della popolazione israeliana. Quasi quanti sono quelli della sola Tokyo. In cifre: 13.580.000. Sono gli ebrei presenti sul pianeta Terra (nell’anno 2010). Li ha contati il professore Sergio Della Pergola per conto della Jewish People Policy Institute. I suoi dati sono finiti sulle pagine del settimanale britannico The Economist.

I numeri, dicevamo. Sono in aumento, rispetto al 1970. E anche rispetto al 1948, anno della fondazione dello Stato d’Israele. Meno, però, degli oltre 16 milioni del 1939. Prima dell’Olocausto, insomma. L’81% degli ebrei del mondo vive tra Israele (5,7 milioni) e Stati Uniti d’America (5,3 milioni). Il resto si divide tra Francia (483 mila), Regno Unito (292 mila), Russia (205 mila), Argentina (182 mila) e Germania (119 mila). In Italia siamo sotto quota 30 mila (28.400 per la precisione). «Vittima», questa cifra, anche di quei centinaia di giovani (e non solo) italo-israeliani che decidono di lasciare il nostro Paese per lo Stato ebraico. (l.b.)

(fonte: The Economist)

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In sessantadue anni

Nel 1948, quando David Ben-Gurion fondò lo Stato d’Israele, gl’israeliani nati sul suolo nazionale erano soltanto il 35%. Oggi, sessantadue anni dopo, oltre il 70% della popolazione ebraica è nata in Israele.

A rendere noto questo dato è l’Ufficio nazionale di Statistica. Che scrive anche altro. Per esempio, che gl’israeliani di religione ebraica costituiscono il 75,7% dell’intera popolazione. Seguono, a distanza, quelli musulmani (20,4%).

Aumenta anche la popolazione. Dagli 806mila nel 1948 si è passati ai 7.411.000 nel 2008 per arrivare a 7.587.000 di oggi. Con 159mila neonati in più, 37mila deceduti, 16mila immigrati che si aggiungono agli altri già presenti e 9mila nuovi israeliani.

Poi il capitolo città. Nell’era di David Ben-Gurion, solo una città – Tel Aviv-Jaffa – aveva una popolazione superiore ai 100mila residenti. Oggi, continua l’Ufficio nazionale di Statistica, le città sono diventate quattordici. Sei di queste superano i 200mila abitanti: Gerusalemme, Tel Aviv-Jaffa, Haifa, Rishon Letzion, Ashdod e Petah Tikva.

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Israele, il nord è a maggioranza araba

Nazareth, una delle città israeliane a maggioranza araba

Nel 2030 – tra vent’anni esatti – un quarto di Israele sarà abitato dagli arabi. A scriverlo è l’Ufficio centrale di statistica di Gerusalemme che certifica un’altra realtà: gli arabi sono maggioranza nel nord del Paese (53%), ad esclusione di Haifa. Alla fine del 2008, erano stati registrati 1,5 milioni di arabi sul suolo israeliano. Diventeranno 2,4 milioni nel 2030.

Nel bollettino ufficiale (qui i dati dettagliati nell’articolo dello Yedioth Ahronoth), l’Ufficio centrale di statistica registra che l’aspettativa di vita è differente per arabi ed ebrei. Questi ultimi vivono di più: 79,9 anni contro 75,9 per gli uomini, 82,7 anni contro 79,7 per le donne.

Nello specifico delle città, il 31% dei residenti a Gerusalemme è arabo, il 24% ad Haifa, il 16% nel sud del Paese e soltanto l1% a Tel Aviv. Nazareth, Umm al-Fahm, Baqa-Jatt, Tayibe, Rahat, Shaghur e Shfaram le città a maggioranza araba.

Infine, il reddito: la media degli introiti di un cittadino arabo – nel 2008 – è stata di 1606 euro. Quella degli ebrei 2.789 euro. (leonard berberi)

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