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Il ritorno in pubblico di Shalit: “Grazie a tutti”

Gilad Shalit, il soldato israeliano rimasto ostaggio di Hamas per oltre cinque anni, ha rilasciato sabato 10 dicembre il suo primo messaggio pubblico, ringraziando tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione. «Non ho dubbi che la vostra lotta risoluta e il sostegno della mia famiglia sono stati i fattori decisivi che mi hanno permesso di tornare a casa», ha detto Shalit, rivolgendosi a circa 300 attivisti riuniti in un kibbutz nel centro di Israele. «Vi ringrazio tutti, e continuerò a ringraziarvi per il resto della mia vita».

Shalit è stato liberato lo scorso 18 ottobre, a seguito di un accordo di scambio di prigionieri con Hamas che ha portato alla scarcerazione di un migliaio di detenuti palestinesi da parte di Israele. Il soldato era stato rapito il 25 giugno 2006 nei pressi del confine con la Striscia di Gaza.

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E Netanyahu annunciò le primarie di partito

E’ tempo di primarie. Con un annuncio a sorpresa, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che il suo partito Likud condurrà elezioni primarie il 31 gennaio prossimo, con un largo anticipo sulla fine della legislatura (prevista per il 2013). In questa data Netanyahu chiederà ai 120 mila membri del partito di confermare la sua leadership. Incontrando la lista parlamentare del Likud, Netanyahu ha giustificato la decisione con la necessità di risparmiare fondi in quanto il 31 gennaio il Likud terrà anche una consultazione interna.

Secondo gli osservatori, Netanyahu intende sfruttare al massimo la sua popolarità in Israele (cresciuta anche in seguito allo scambio di prigionieri con Hamas e alla liberazione del soldato Gilad Shalit), mentre nei sondaggi il Likud precede di larga misura tutti gli altri partiti principali fra cui i centristi di Kadima, i laburisti e i nazionalisti di Israel Beitenu (del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman). La sortita di Netanyahu, secondo gli analisti, ha colto di sorpresa il suo principale rivale in seno al partito, il vice-premier Silvan Shalom, che finora non ha però espresso alcun commento.

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“Gilad Shalit liberato grazie allo sciopero della fame”

A salvare Gilad Shalit è stato Gilad Shalit? La domanda sorge spontanea se è vero che – stando a quel che racconta il quotidiano Yedioth Ahronoth – a un certo punto il soldato israeliano rapito nel 2006 ha iniziato uno sciopero della fame nella “galera del popolo” gestita da Hamas. Una mossa, alla fine, vincente, visto che l’accordo per lo scambio dei prigionieri tra Israele e la formazione paramilitare poi è stato raggiunto in poche ore.

Le notizie del giornale israeliano arriverebbero da informazioni d’intelligence. Una conferma non c’è. E del resto anche la famiglia di Gilad sull’argomento non ha ancora detto nulla. Secondo lo Yedioth Ahronoth il soldatino decise da un giorno all’altro di rifiutare il cibo offerto dai carcerieri mettendo così a repentaglio non solo la sua incolumità, ma anche quella dei canali di dialogo tra Hamas e Gerusalemme. A quel punto, i sequestratori si sarebbero resi conto di non essere in grado di fornirgli, nel luogo scelto per la sua carcerazione, la necessaria assistenza medica.

E così, il timore che il prigioniero morisse nella sua cella fu – secondo il quotidiano – uno dei motivi che spinsero Hamas a dire sì a un compromesso con gl’israeliani, con la mediazione degli egiziani. Accordo che prevedeva lo scambio di Shalit con mille detenuti palestinesi, ma che lasciava in carcere alcuni noti dirigenti della intifada armata.

© Leonard Berberi

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