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Lo studio: Adolf Hitler aveva radici ebraiche

Adolf Hitler (GettyImages)

Un po’ nordafricano. Un po’ ebreo. Ma questo non è bastato a fermarlo. Anzi, nel primo caso di consanguinei ne ha uccisi migliaia. Nel secondo, milioni.

A volte ritornano. E questa volta con anche una sorpresa. Adolf Hitler, il dittatore nazista che ha quasi cancellato dalla faccia della Terra gli ebrei, ecco Hitler sarebbe, in parte, anche lui un ebreo. O meglio: avrebbe geni che si riscontrano soltanto in alcune popolazioni. Tra cui quella giudaica.

La scoperta, scrive il giornale britannico “Telegraph” riprendendo l’articolo pubblicato sulla rivista belga Knack, si deve al giornalista belga Jean-Paul Mulders e allo storico Marc Vermeeren convinti di avere individuato le tracce del codice genetico di Hitler che lo collegano all’ebraismo. Il tutto, dopo aver studiato la saliva di trentanove persone con un legame di parentela con il Fuhrer.

Secondo il dossier il test del Dna sui campioni di saliva ha individuato un cromosoma – chiamato Haplogroup E1b1b1 – che si trova raramente in Europa occidentale. Ma che – secondo i due studiosi – è molto comune nell’Africa settentrionale (tra i berberi del Marocco, Tunisia, Algeria e i somali) e tra gli ebrei sefarditi e ashkenaziti.

Facile, se non scontato, il commento del giornalista-ricercatore Mulders: «Partendo da quello che abbiamo scoperto, possiamo concludere che Hitler era parente della popolazione che ha tentato di sterminare».

Leonard Berberi

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attualità, cultura

A passo di gambero

Lettera scarlatta in salsa sefardita. O, a voler essere provocatori, novelli pasdaran con la stella di Davide. Giorni strani questi per le vie della capitale israeliana. Da un po’ di tempo, infatti, drappelli di autonominati ”guardiani della castità” hanno iniziato a pattugliare le strade di Beit Israel, un sobborgo di Gerusalemme abitato in prevalenza da religiosi ebrei di origine sefardita. La missione? Dare la caccia ai peccatori (o presunti tali). Una volta scovati – si ignora su quali prove – volano parole grosse. E qualche volta anche bastonate.

A chiedersi cosa siano questi gruppi è l’agenzia Ynet. Secondo alcuni residenti, queste pattuglie “improvvisate” sono costituite da adepti delle comunità religiose che, da qualche mese, si sono estese anche fuori dallo storico quartiere Mea Shearim. Le aggressioni alle persone che si macchierebbero di stili di vita immorali preoccupano anche la polizia che sta pensando di mettere su una task force.

Pochi giorni fa, è toccato a una giovane divorziata. Al suo passaggio per le vie della capitale, le è stato versato acqua bollente sul corpo. Non contenti, i “guardiani della morale” l’hanno pure percossa. Davanti a tutti. E c’è anche chi racconta di un’irruzione nell’appartamento di alcuni studenti americani. Contro di loro, lo squadrone avrebbe usato uno spray lacrimogeno. E li avrebbe pure derubati di un computer dove pare fossero stati scaricati film porno.

Le voci si rincorrono. Le testimonianze – vere o presunte – pure. Le scritte intimidatorie, però, ci sono. Sui muri. Sui portoni d’ingresso. E  c’è pure qualcuno che ogni tanto compare e obbliga uomini e donne a camminare su marciapiedi separati. Per chi trasgredisce la punizione è immediata: una spruzzata di sostanza irritante sugli occhi.

Leonard Berberi

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