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Un letto da 127 mila dollari su un aereo. E’ polemica sul premier Netanyahu

Il premier Benjamin Netanyahu con la moglie Sara a bordo di un volo El Al

Il premier Benjamin Netanyahu con la moglie Sara a bordo di un volo El Al

Un letto da togliere il sonno. Di qua i tagli. Di là una matrimoniale da 127 mila dollari. E soltanto per cinque ore e mezza di volo. «Re Bibi» “scivola” su un volo Tel Aviv – Londra per seguire i funerali dell’ex premier britannico Margaret Thatcher. E da un paio di giorni non dorme di certo sonni tranquilli.

A dire agl’israeliani cos’è successo ad aprile è stata Canale 10. «Il nostro primo ministro ha chiesto alla compagnia aerea El Al di mettere un letto matrimoniale sul volo notturno per la capitale inglese per poter riposare con la moglie Sara – ha rivelato la tv locale –. Costo dell’operazione: 127 mila dollari». La cifra è stata aggiunta ai 300 mila dollari spesi per noleggiare l’intero volo dal Ben Gurion Airport a Londra (andata e ritorno). Un Boeing 767 della El Al tutto per il primo ministro, la moglie e lo staff di Bibi Netanyahu.

La reazione di migliaia d’israeliani non s’è fatta attendere. «Ma come, ci chiedono di fare sacrifici, ci hanno detto che taglieranno molte prestazioni e che alzeranno le tasse per rientrare dal deficit di bilancio e allo stesso tempo spendono tutti questi soldi per un volo di così poche ore?», si sono chiesti in molti. Il solo annuncio delle misure di austerity – secondo alcuni analisti – avrebbe già danneggiato il ministro delle Finanze, l’ex volto del tg Yair Lapid. Il viaggio aereo dei Netanyahu rischia di aumentare ancora di più l’insofferenza nei confronti dei politici. Distacco che per ora consiste in una petizione su Facebook firmata da più di quattromila persone in cui si chiede al premier di pagare di tasca sua i 127 mila dollari.

"Re Bibi", la copertina del settimanale americano Time pubblicata l'anno scorso

“Re Bibi”, la copertina del settimanale americano Time pubblicata l’anno scorso

«Bibi (Netanyahu, nda) è un re e in una monarchia – quando il monarca e la regina devono volare, il prezzo non è un problema», ha polemizzato l’opinionista Sima Kadmon in un duro editoriale sulla prima pagina dello Yedioth Ahronoth, il giornale più venduto nel Paese. «Dov’è lo scandalo?», s’è chiesta con ironia la Kadmon, prendendo in giro il premier dello Stato ebraico famoso per il suo soprannome «King Bibi», re Bibi.

Oltre all’imbarazzo, l’ufficio del primo ministro ha dovuto anche ammettere che sì, la cifra rivelata da Canale 10 è corretta. Ha anche “scagionato” Netanyahu dicendo che non sapeva nulla dei costi extra per l’aggiunta del letto matrimoniale. Letto che sarebbe stato installato per far arrivare riposati lui e la moglie il giorno del funerale della Thatcher «dopo una lunga giornata lavorativa», hanno aggiunto i portavoce di Bibi, per poi promettere che non sarà mai più messo un letto in un volo ufficiale del premier.

Non è la prima volta che Netanyahu viene attaccato per le sue spese eccessive. Poche settimane fa in molti avevano criticato quei 2.700 dollari – messi a verbale nel budget annuale della presidenza del Consiglio – per comprare il gelato da una gelateria di Gerusalemme con tanto di precisazione sui gusti preferiti. Nel 2010, invece, non era affatto piaciuta quella spesa di tre milioni di dollari per l’acquisto di tre auto blindate – modello Audi A8 – dotate, all’interno, di rivestimenti in pelle, schermo piatto con lettore Dvd, frigorifero e un contenitore per sigari.

Per Canale 10 è un ritorno a una vecchia questione “personale” con i Netanyahu. Nel 2011 l’emittente tv, insieme al quotidiano Ma’ariv, avevano raccontato che per anni il premier e la moglie avevano effettuato decine di viaggi costosi all’estero a spese di uomini d’affari e organizzazioni stranieri. Subito dopo Bibi aveva deciso di querelare per diffamazione entrambe le testate chiedendo migliaia di shekel come risarcimento danni.

© Leonard Berberi

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Viaggi costosi e follie da vip, così il premier Netanyahu rischia la carriera politica

Netanyahu e la moglie Sara durante una conferenza stampa a Gerusalemme

«Bibi-Tours». Eccolo qui lo scandalo che rischia di mettere fine alla carriera politica del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Due parole che da giorni campeggiano nelle prime pagine dei giornali israeliani e nelle aperture di molti telegiornali.

«Bibi-Tours». Una sintesi che racchiude la sfilza di viaggi all’estero dai costi esagerati che l’accoppiata Benjamin e Sara (la moglie) avrebbe compiuto a spese di uomini d’affari e di organizzazioni straniere. Anche se la First lady di Gerusalemme preferisce chiamarla «una campagna stampa vergognosa gestita da persone con interessi economici che stanno facendo di tutto per defenestrare il premier».

Tutto è partito da un’inchiesta di Canale 10, una tv privata israeliana, e da ieri la vicenda viene esaminata dal Controllore dello Stato Micha Lindestrauss, una sorta di Corte dei conti in versione locale. E per la prima volta Netanyahu rischia grosso.

«Nella stampa c’è chi non mi ama, che non mi vuole primo ministro», s’è lamentato il primo ministro, leader del “Likud”, un partito di destra che negli ultimi tempi strizza l’occhio all’estremismo religioso. E l’odio nei suoi confronti, continua Bibi, avrebbe raggiunto livelli tali da arrivare a negare anche l’evidenza. «Anche se convocassi una conferenza stampa sulla sponda del Lago di Tiberiade e poi camminassi sull’acqua, il giorno dopo i giornali titolerebbero acidamente: “Netanyahu non sa nuotare”», ha detto il premier.

Nel presunto scandalo – il «Bibi Tours» appunto – gli strali più avvelenati sono riservati alla moglie, a cui viene attribuita una serie di costose eccentricità, accompagnate da bizze imbarazzanti. Già in passato Netanyahu aveva dovuto arginare i danni d’immagine provocati dalla moglie in seguito a rumorose liti con le governanti. Per non parlare delle “invasioni di campo” nella routine dell’ufficio del primo ministro.

Venerdì su Yedioth Ahronoth, il quotidiano più venduto in Israele, i Netanyahu sono stati disegnati come una coppia di nobili romani, molli e dissoluti. Un altro giornale, Ma’ariv,  ha scritto che la coppia ha preteso da un’organizzazione di ebrei Usa un generoso sovvenzionamento ad un soggiorno in un albergo della Costa Azzurra «che sembrava un palazzo dell’imperatore Diocleziano».

Lei, Sara, continua a sostenere la tesi cospiratoria. Ma chi conosce bene le cose interne al governo del marito ha sostenuto che le rivelazioni di Canale 10 sono uscite «dai cassetti del tavolo di lavoro» del premier, da qualche ex-collaboratore deluso e animato da spirito di rivincita. L’unico a difenderlo, per ora, è il compagno ex laburista Ehud Barak. Mentre un altro esponente importante, Avigdor Lieberman, in questi giorni non ha detto nulla sul presunto scandalo. Tanto da far dire a un analista che «Bibi, oggi, è più solo che mai».

© Leonard Berberi

Leggi anche: Mi manda Bibi (del 21 gennaio 2010)

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Casa Netanyahu, lo scandalo è chiuso. Pagando

Sarah Netanyahu, la moglie del primo ministro israeliano Benjamin, alle ultime elezioni politiche

Lei si dichiara innocente. Ma intanto paga. Per chiudere il caso. Lo scandalo. E il polverone politico-mediatico che si è alzato attorno alle mura domestiche del primo ministro israeliano.

Sarah Netanyahu, moglie del premier Benjamin, ha concluso ieri – con un accordo definito “amichevole” – la vertenza con la sua ex domestica Lilian Peretz, 44 anni. Lilian l’aveva citata in giudizio accusandola di comportamento umiliante e tirannico.

Attorno al caso si erano mobilitati tv e giornali d’Israele e anche i servizi segreti. Dopo che, subito dopo l’accusa, l’ex domestica aveva iniziato a ricevere strane telefonate minatorie.

Si chiude così, dopo pochissime settimane, una delle vicende più delicate per il primo ministro. La signora Netanyahu ha accettato di versare alla sua ex domestica una somma di 23.000 shekel (4.488 euro). Ma ha precisato che le accuse sono infondate. “L’ho tratta come una sorella, con affetto e calore”, ha dichiarato la first lady israeliana.

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