attualità

«Violenta e razzista», la moglie di Netanyahu finisce (ancora) sotto accusa

Sara e Benjamin Netanyahu

Sara e Benjamin Netanyahu

Quanti guai in casa Netanyahu. Chiuso nel 2010, pagando, il capitolo Lilian Peretz. Respinte altre accuse simili. Querelati un bel po’ di giornali e tv locali perché avevano scritto e intervistato decine di protagonisti. Ora la coppia Bibi-Sara deve vedersela con un’altra causa che arriva al tribunale del lavoro di Gerusalemme e riporta a galla le denunce fatte negli ultimi anni. Sempre contro le stesse persone. E sempre per gli stessi motivi.

Menny Neftali, ex sovrintendente della residenza ufficiale di Benjamin Netanyahu, ha deciso di trascinare davanti a un giudice il premier e la moglie. E chiede, a mo’ di risarcimento, qualcosa come un milione di shekel (circa 200 mila euro). Motivo? «La first lady non solo mi ha trattato malissimo, ma ha avuto nei miei confronti un atteggiamento vessatorio e violento», accusa Neftali. «Denuncia ridicola e vergognosa», replica lo staff del primo ministro.

«È tutto documentato», ribatte l’ex sovrintendente e anche ex guardia del corpo di Netanyahu. «Sono stato umiliato, mi sono stati rivolti commenti razzisti, ho dovuto subire attacchi d’ira che non avrebbe sopportato nessuno», racconta Neftali. Per non parlare dei contributi previdenziali che non sarebbero stati pagati integralmente.

«A volte Sara veniva a svegliarmi alle 3 del mattino per sgridarmi perché avevo comprato il latte sbagliato», continua Neftali. «Un’altra volta mi ha lanciato contro un vaso di fiori comprati il giorno prima perché secondo lei non erano abbastanza freschi».

Menny Neftali, ex sovrintendente della residenza ufficiale dei Netanyahu (fermo immagine da Canale 2)

Menny Neftali, ex sovrintendente della residenza ufficiale dei Netanyahu (fermo immagine da Canale 2)

Non è la prima volta che la consorte del primo ministro finisce nel mirino. Nel febbraio 2010 la coppia – pur dichiarandosi innocente – aveva deciso di pagare 4.500 euro all’ex domestica Lilian Peretz per chiudere una vertenza nella quale la donna accusava Sara Netanyahu di «comportamento umiliante e tirannico».

Una denuncia, quella della Peretz, che aveva mobilitato tv e giornali, ma anche i servizi segreti dopo che l’ex colf aveva iniziato a ricevere telefonate minatorie nel cuore della notte.

L’anno dopo, nell’agosto 2011, era stata la tv israeliana Canale 2 a rivelare che Sara e Bibi erano stati denunciati una seconda volta. Questa volta per violenza fisica. A rivolgersi al tribunale era stata una nepalese che badava al padre novanteseienne della moglie del premier. «Non è vero nulla», aveva replicato l’ufficio del premier. «Sara Netanyahu ha scoperto la badante a frugare nel cassetto del suocero del primo ministro e dopo il rimprovero di Sara Netanyahu la donna si è lasciata andare a un attacco di collera procurandosi da sola le contusioni».

© Leonard Berberi

Annunci
Standard
attualità, politica

“Violenze alla domestica”. Nuovo scandalo sulla moglie del premier israeliano

C’è ricascata. E sempre con le domestiche. Ennesimo scandalo politico-famigliare in casa Netanyahu. Sara, la first lady, moglie del primo ministro Benjamin Netanyahu, è di nuovo finita nell’occhio del ciclone (mediatico). Tanto da costringere addirittura l’ufficio del premier a rilasciare un comunicato ufficiale dedicato alle vicende domestiche.

Secondo la televisione Canale 2 la moglie del premier avrebbe avuto un acceso diverbio, sfociato addirittura nella violenza fisica, con una badante nepalese incaricata di accudire suo padre novantaseienne. La donna di servizio si è rivolta a un’associazione che tutela gli immigrati in Israele e ha denunciato la signora Netanyahu d’averla aggredita.

È a questo punto che l’ufficio del premier si è premurato di smentire la versione della nepalese con una «insolita» nota alla stampa in cui si sostiene il contrario: secondo il gabinetto del primo ministro la domestica sarebbe stata in realtà sorpresa a mettere le mani in un cassetto del suocero del premier. A quel punto Sara l’avrebbe rimproverata. La donna, racconta la nota ufficiale, si sarebbe lasciata andare a un attacco di collera procurandosi da sola le contusioni poi lamentate.

La verità, ora, la stabilirà il tribunale. Ma intanto i media annotano che è l’ennesimo episodio in cui una collaboratrice domestica denuncia maltrattamenti, prepotenze e arroganza. Accuse che la donna e suo marito hanno sempre respinto e che l’entourage governativo ha liquidato come il frutto di campagne politico-mediatiche ostili.

L’ultimo precedente risale a gennaio del 2010. Quando l’ex domestica di casa Netanyahu, Lilian Peretz, decise di denunciare la moglie del primo ministro per le umiliazioni subite in sei anni di lavoro e perché Sara non aveva pagato ancora gli straordinari. Anche in quel caso, i riflettori dell’informazione si erano accesi sulla «first couple», attirati anche dalle telefonate minatorie che – a un certo punto – avevano preso di mira l’ex domestica. «Mi manda Bibi, ti conviene ritirare l’esposto entro dodici ore o per te si mette male», continuava a ripetere la voce (anonima) all’altro lato della linea. Così sono dovuti intervenire anche i servizi segreti. Anche perché «Bibi» è il diminutivo del premier.

La vicenda, poi, s’era chiusa un mesetto dopo. Sara Netanyahu aveva deciso di chiudere il contenzioso versando all’ex domestica 23mila shekel (quasi 4.500 euro). Ma aveva anche tenuto a precisare che le accuse erano infondate. «L’ho trattata come una sorella, con affetto e calore», disse ai microfoni. Ora, alla coppia ministeriale, toccherà risolvere l’ennesima grana domestica. Come se al marito non bastassero quelle politiche ed economiche.

(Twitter: @leonard_berberi)

Standard