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I rabbini (e le modelle) invocano la pioggia da una mongolfiera

(foto di Hadar Bendet)

Chissà, forse per far piovere non bastano le preghiere. Forse bisogna farsi ascoltare un po’ di più. Magari salendo di qualche metro. Di 357 metri, per la precisione. Invocando il cielo perché mandi dell’acqua sulla terra.

È quello che hanno fatto due rabbini, Menashe Malka e Reuven Deri. Si sono piazzati su una mongolfiera targata Over Israel (azienda che fa volare i turisti), insieme ad un paio di rappresentanti della politica locale, sono saliti al cielo e hanno pregato Dio perché facesse piovere sulla terra d’Israele. Sotto di loro gli appezzamenti di Kibbutz Ruhama, nel Negev. Asciugati da mesi di calore e aria secca.

Se tutto questo sarà servito a qualcosa è presto per dirlo. Qualche goccia potrebbe permettere agli agricoltori del nord del paese di evitare danni alle colture per dieci milioni di dollari. Di certo colpiva la presenza, in mezzo ai religiosi, di un paio di modelle belle e sorridenti che si mettevano in posa per i fotografi. Sacro e profano, insomma. In attesa che piova. Altrimenti sono guai.

Leonard Berberi

(foto di Hadar Bendet)

Leggi anche: Israele, niente pioggia. E i rabbini invocano l’aiuto di Dio (del 19 novembre 2010)

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