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Il progetto di Netanyahu: una all news israeliana da trasmettere in tutto il mondo

Forse l’analisi di qualcuno non era poi così sbagliata. Quando il primo ministro italiano aveva fatto visita alla Terra Santa, alcuni opinionisti notarono la totale sintonia tra il premier israeliano Netanyahu e l’omologo italiano. «Bibi (Netanyahu, ndr) è un piccolo Berlusconi – avevano scritto un paio di opinionisti –. Anche lui prima o poi vorrà fare qualcosa in ambito televisivo».

Quel momento pare sia arrivato. Il primo ministro di Gerusalemme sta lavorando a un progetto per trasmettere in tutto il mondo notizie e approfondimenti realizzati dalla tv di Stato israeliana. Il modello da seguire sarebbe quello di “France 24”, un canale – ha detto Netanyahu – «che ha reso un grande servizio alla Francia».

«Abbiamo la capacità tecnica di realizzare trasmissioni senza interruzione, ma fino a oggi non l’abbiamo mai fatto», ha continuato il premier di fronte a una commissione parlamentare. Secondo il progetto iniziale, la tv dovrà trasmettere in tre lingue: ebraico, arabo e inglese. E non solo per dare il punto di vista israeliano, ma anche per contrastare i due colossi del Medio Oriente: Al-Jazeera e Al-Arabiya.

E comunque si tratterebbe di progetti di lungo termine, precisa il quotidiano economico-finanziario The Globes. Perché Netanyahu – che guida anche l’Autorità per le trasmissioni radio-televisive (Reshut ha-Shidur) – dovrà ancora riorganizzare tutta la struttura che gestisce l’organizzazione mediatica israeliana.

Leonard Berberi

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attualità, politica

Netanyahu assume il controllo della tv di Stato

Gli uffici della tv di Stato israeliana, Iba, a Romema, quartiere di Gerusalemme

C’è chi teme che tra poco assisteremo alla nascita di Tele-Netanyahu. Al di là delle battute, la polemica resta alta. Perché se all’apparenza è solo un passaggio di consegne tecnico, per alcuni columnist israeliani dietro c’è il tentativo del premier Netanyahu di mettere le mani sull’Autorità per le trasmissioni (Reshut ha-Shidur), che include la tv e la radio di Stato.

I fatti. Oggi, il governo prenderà atto della rinuncia del ministro per l’Informazione Yuli Edelstein (Likud, stesso partito di Netanyahu) alla supervisione sull’Autorità e affiderà questa competenza al primo ministro. Il quale, viene assicurato, manterrà questa funzione solo «ad interim».

Sulla stampa qualcuno ipotizza che la cederà a Kadima, se il partito di Tzipi Livni decidesse di entrare nel governo. «Ma l’esperienza ci insegna che proprio le cose più temporanee in questo paese sono quelle che più durano», dice Haim Yavin, per decenni autorevole anchorman della televisione di Stato, da un anno in pensione.

«Forse Netanyahu invidia Berlusconi? – si chiede Carmit Gay, ex stella della radio statale -. Forse vedremo in tv programmi come quelli proposti dalle televisioni del suo amico Silvio?». Mentre la radio statale gode di buona salute e di un elevato indice di ascolti, la televisione ha perso quota e rischia la chiusura.

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