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Nella Gerusalemme religiosa la pubblicità non è donna

Quartiere che vai, pubblicità che trovi. In Israele, a seconda del tipo di popolazione che vive in un’area, i poster si adeguano. Così succede che se in tutto lo Stato ebraico Banca Hapoalim espone grandi manifesti con un uomo e una donna (Alma Zack, un’attrice) che reggono il vessillo nazionale, in certi quartieri ultraortodossi di Gerusalemme così come nella cittadina religiosissima di Bnei Brak la ragazza sparisce per lasciare il posto a Dan Haschan, un nano. (leggi il resto qui)

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Palestina, le autorità contro la Subaru per una pubblicità

La pubblicità, non s’è capito se vera o finta, sta facendo il giro della Rete. C’è questa foto con una macchina grigia metallizzata che investe due ragazzini con il volto coperto e il torso nudo. Uno dei due ha già spiccato il volo, l’altro è lì lì. In basso c’è un logo, quello della Subaru, e una scritta: «Guarda chi sta in mezzo alla tua strada».

C’è solo un piccolo particolare: quell’immagine, oltre a essere drammatica, è anche vera e risale al 10 ottobre 2010, quando David Be’eri, capo di un’organizzazione ebraica di destra che promuove gl’insediamenti a Gerusalemme Est, viene preso a sassate da un gruppetto di ragazzini palestinesi mentre sta percorrendo una strada a bordo della sua Subaru nei pressi di Silwan. Al suo fianco c’è anche il figlio piccolo.

Be’eri vede i ragazzini, ma non frena. Anzi, accelera, per sfuggire alle pietre. Due palestinesi gli si mettono in mezzo alla strada, ma vengono investiti. Per fortuna nessuno avrà serie conseguenze. E fotografi e cameraman, presenti in massa proprio lì, consegnano al mondo immagini dure.

La vera immagine degli incidenti di Silwan

Ecco, ora quell’immagine viene usata per questa pubblicità. E così l’Autorità nazionale palestinese ha chiesto alla filiale israeliana della casa automobilistica giapponese di bloccare quelle immagini che sanno di parodia.

«Dobbiamo ancora capire se è una campagna promozionale della Subaru o semplicemente qualcuno sta usando quella foto per dire altro», ha detto all’agenzia palestinese Maan un funzionario di Ramallah. «Quello che dobbiamo fare è bloccare subito questa vergogna». Dalla sede della Subaru di Tel Aviv non è ancora arrivata una risposta.

© Leonard Berberi

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“Togliete quella pubblicità, istiga al sesso minorile”. Bufera su marchio israeliano

Ma la modella è minorenne o no? E quella pubblicità è un’istigazione alla pedofilia? Il dubbio è venuto a molti dopo aver visto i poster promozionale della catena di abbigliamento “Tnt”, del gruppo Honigman. Nelle immagini c’è il toy-boy di Madonna, Jesus Luz, insieme – troppo insieme, secondo alcuni – alla modella Irina Denisova.

Solo che mentre sul primo non ci sono dubbi, sulla seconda l’incognita età s’è fatta subito evidente. Perché lei, Irina, nella pubblicità sembra una minorenne. Per il Consiglio nazionale per l’infanzia lo è stata davvero nel momento in cui le foto sono state scattate.

Così l’Unità per la protezione del consumatore – un’agenzia governativa del ministero dell’Industria, del commercio e del lavoro – ha deciso di bloccare la campagna invernale della catena di abbigliamento, dando sette giorni di tempo alla “Tnt” per rimuovere tutti i poster proprio perché la ragazza appare minorenne e in un contesto sessuale.

Le immagini – fa notare il quotidiano online Ynet – scorrono ancora sull’home page del sito del marchio. Ma dal quartier generale hanno assicurato che dalla prossima settimana ci sarà una nuova campagna promozionale – quella primavera-estate – e la modella sparirà dalle strade di Tel Aviv e Haifa.

L’Ufficio legale dell’Unità per la protezione del consumatore ha stabilito che la pubblicità viola le norme soprattutto perché la “Tnt” «è un marchio che ha come target i giovani, minorenni o appena maggiorenni» e nella carta che regola questo tipo di attività è scritto esplicitamente che le aziende che si rivolgono ai giovanissimi non possono pubblicizzare i loro prodotti con scene di nudo o taglio sessuale.

Resta comunque il mistero sulla vera età della modella. La società Honigman ha negato le accuse e ha scritto in un comunicato che «Irina Denisova aveva 19 anni quando è stata realizzata la campagna promozionale». «E comunque – hanno sottolineato – sotto a ogni poster c’è scritto che i modelli che hanno posato sono maggiorenni».

La vicenda sembra chiusa. Anche se qualcuno ha già iniziato a criticare la prossima campagna pubblicitaria, quella estiva. Il testimonial? Verne Troyer, meglio conosciuto come “Mini-Me” nel film “Austin Powers”.

© Leonard Berberi

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