politica

Israele, il premier Netanyahu chiede scusa al suo ministro in diretta tv

Avigdor Lieberman, ministro degli Esteri di Gerusalemme e capo del secondo partito più votato, Israel Beitenu (ultradestra)

A memoria d’uomo non s’è mai visto: un primo ministro che chiede pubblicamente scusa a un suo ministro. Eppure è successo a Gerusalemme. Da un lato il premier Benjamin Netanyahu. Dall’altro, il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman (capo del partito di destra Israel Beitenu). In mezzo: le scuse, appunto.

Facciamo un passo indietro. Bruxelles, mercoledì 30 giugno: il ministro israeliano dell’Industria, Benyamin Ben Eliezer incontra in forma segreta il capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu. Lo scopo: attenuare le tensioni tra i due paesi dopo il blitz sulla “Freedom flotilla” del 31 maggio scorso.

Solo che Lieberman non ne sapeva nulla. Lui, il capo della diplomazia israeliana. Quando la notizia è diventata di dominio pubblico, Lieberman non solo si è detto offeso per l’iniziativa, ma ha anche minacciato l’uscita dal governo. Cosa che per Bibi Netanyahu avrebbe comportato la morte dell’esecutivo.

Dopo giorni di colloqui tra le colombe dei due politici, ieri Netanyahu ha chiuso l’incidente. Almeno in apparenza. Il premier ha riconosciuto di aver sbagliato nel non consultare Lieberman prima di autorizzare l’incontro di Bruxelles.

Ma i nodi restano. Perché il partito di Lieberman accusa Netanyahu di inconsistenza politica ogni volta che qualche governo straniero alza la voce contro Israele. Mentre uomini vicini al premier difendono l’utilità dell’incontro riservato con i turchi.

Leonard Berberi

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