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Trasmetti la tua preghiera in tutta Gerusalemme. Con l’iPhone

Chissà cosa diranno i rabbini di Gerusalemme. Ora che la tecnologia ha pervaso del tutto la religione. E chissà come reagiranno gli abitanti della capitale quando dai megafoni si sentiranno 45 secondi di preghiere fatte da ebrei, musulmani e cattolici di tutto il mondo.

Perché il sito turistico jerusalem.com ha appena lanciato un’applicazione per iPhone che consente alle persone di tutto il mondo di registrare la propria invocazione a Dio, nella lingua che vogliono, e di inviarla a Gerusalemme. Dove sarà riprodotta attraverso gli altoparlanti che saranno piazzati nel quartiere Yemin Moshe.

“Questa è una possibilità per le persone che vogliono mantenere una connessione spirituale con la città, ma che – allo stesso tempo – non sono in grado di visitarla fisicamente”, spiega Michael Weiss, uno degli amministratori del sito. “In questo modo consentiamo a tutte le persone di far sentire la loro voce a Gerusalemme”.

Dopo che la preghiera è stata registrata e trasmessa nella città santa, la persona riceverà una mail in cui ci sarà scritto “Dio ha sentito la tua preghiera a Gerusalemme”. Stando ai calcoli di Weiss le preghiere sono arrivate già da 72 paesi e gli ebrei sono la maggioranza. “Ma non mancano musulmani e cristiani”, precisa.

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Il Dio della pioggia

Striscia di Gaza senza scampo. Non resta che affidarsi ad Allah. Perché a nord e a est c’è il muro israeliano. Che blocca i rifornimenti idrici e alimentari. A sud il muro egiziano – ormai definitivo – che bloccherà il mercato del contrabbando. Ora ci si mette pure il cielo. Che non fa cadere acqua da mesi ormai.

Così il ministero del ministero degli Affari religiosi di Hamas, il movimento islamico radicale palestinese al potere nella Striscia, ha promosso ieri una giornata di preghiere in decine di moschee e luoghi pubblici. Per invocare la “misericordia di Allah”. Perché faccia cadere la pioggia.

Con le colture allo stremo, la povertà dilagante e il blocco dei due paesi (Egitto e Israele), la Striscia rischia di strozzare la popolazione.

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