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Sito pedofilo israeliano: “E’ giusto avere una relazione con i bambini”

L'home page del sito pedofilo "Israeli boylover"

All’apparenza sembra un sito normale. Bei colori, scritte ben bilanciate all’interno della home page, una Stella di Davide e, sullo sfondo, una catena montuosa. Ma a vederla – e tradurla – bene si scopre che è un sito per pedofili. E quella stella, simbolo per gli ebrei, in realtà è modificata per contenere al suo interno il trangolo azzurro, il simbolo dei pedofili.

Si chiama “Israeli boylover” ed è stata scoperta – e denunciata – dall’Associazione Meter di Avola. La qualche ha mandato la segnalazione alla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Catania.

“Israeli boylover”, si basa su un server californiano e “sostiene la pretesa legittima di avere relazioni tra adulti e bambini”. “I pedofili – scrive Meter – si professano appartenenti al popolo ebraico rendendo pubblica la loro esistenza in Israele, uscendo allo scoperto e ribadendo le loro posizioni”.

Nel sito non ci sono immagini pedopornografiche, ma alcuni rappresentanti dei pedofili israeliani. Nel portale si trovano anche blog, links, articoli e forum per lo scambio di informazioni e materiale riguardanti i bambini.

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L’uomo nero?

Avinoam Braverman (foto: Yaron Brener)

Violenza sessuale, tentato stupro, sodomia, rapporti sessuali proibiti, atti osceni, molestie e pubblicazione di materiale proibito. Avinoam Braverman, 34 anni di Tel Aviv dovrà rispondere a tutte queste accuse. Giustificandole una per una.

Brutta storia dalle parti di Rotschild Boulevard. Che spaventa i piccoli. Ma soprattutto i genitori di almeno mille ragazzine, tutte minorenni, contattate dal presunto pedofilo Braverman via chat. L’accusa della Corte israeliana è riuscita a provare la violenza fisica su almeno quattro vittime. Una di queste sarebbe stata violentata più volte nel corso degli ultimi mesi. Ma in ballo ci sarebbe sesso proibito con almeno un’altra dozzina di minorenni.

Negli ultimi quattro anni – secondo la ricostruzione della Procura di Tel Aviv – Braverman ha navigato tranquillamente sulle chat e sui forum utilizzati dalle adolescenti. E sempre con la stessa tecnica: presentandosi come un ragazzino timido di nove anni, facendo tanti complimenti sull’estetica delle ragazze e poi, dopo averle “abbordate”, le convinceva ad avere rapporti sessuali.

In un caso, gli investigatori sono riusciti a risalire anche alle parole. Dopo avergli dato il proprio numero di cellulare, una delle ragazze ha scritto a Braverman: “Se mi porti 200 shekel (40 euro circa) puoi farmi tutto quello che vorrai”. “Se ne porti la metà – continuava il messaggio – vedremo cosa fare…”. I due si sono incontrati a casa della minorenne. Dove hanno avuto rapporti sessuali frequenti.

E Braverman? Per adesso tace. E fa parlare il suo avvocato difensore, Bentzi Kovler: “Potremmo muoverci soltanto quando entreremo in possesso di tutte le prove a supporto dell’accusa”, taglia corto il legale.

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