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Netanyahu sottopone alla macchina della verità i suoi consiglieri più stretti

La fuga di notizie era così costante che WikiLeaks – al confronto – era solo un solletico (diplomatico, s’intende). Non passava giorno senza che i giornali – soprattutto quelli avversi al governo – non pubblicassero una discussione accesa al consiglio dei ministri o un litigio o un problema.

È così che Netanyahu, stanco e irritato per i troppi spifferi interni al suo esecutivo, ha deciso di fare il salto decisivo. In fretta – e in silenzio – ha chiesto alcuni mesi fa allo Shin Bet, il servizio segreto di sicurezza interna, di investigare sui suoi stretti collaboratori sospettati di aver passato alla stampa informazioni riservate.

La notizia è stata diffusa ieri dalla radio delle forze armate ed è stata poi confermata con un comunicato dall’ufficio del premier. Lo Shin Bet ha sottoposto al test della macchina della verità il consigliere per la sicurezza nazionale Uzi Arad, il segretario del governo Zvi Hauser e l’ ex portavoce di Netanyahu Nir Hefez. I test hanno completamente scagionato gli alti funzionari e lo Shin-Bet ha perciò concluso che è infondato il sospetto che sia stato violato il segreto d’ufficio.

Leonard Berberi

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