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In grande stile

Come Chicago negli anni Venti. O come certi arresti a Palermo o Napoli. Gli israeliani si sono ricordati di avere associazioni mafiose anche nel loro territorio. A farglielo notare è stata un’operazione anti-mafia in grande stile portata a termine nelle scorse nel centro-sud del Paese, con l’arresto di 32 persone affiliate a tre diversi clan e sospettate di omicidi, attentati, estorsioni, intimidazioni, traffico di armi e di droga.

Fra i delitti attribuiti ci sarebbe anche l’uccisione di Eli Uzan, ex calciatore dell’Hapoel di Beersheba, vittima d’una gang accusata in passato di aver gestito una centrale di scommesse clandestine e organizzato un giro di partite truccate. La retata – ha rivelato Yossef Cohen, capo della polizia nella regione meridionale del Neghev – è stata resa possibile dal contributo di un “collaboratore di giustizi”.

Fra le persone finite in manette spicca il nome di Hagai Zagori, indicato dalla polizia come “il boss di Beersheba”, la cui uscita dal carcere nel 2008 – dopo una precedente condanna a sette anni legata proprio alla “calciopoli” israeliana – era stata seguita da una serie impressionante di agguati e regolamenti di conti.

Secondo i sondaggi, gran parte della popolazione si mostra preoccupata per l’aumento del tasso di criminalità in Israele e in genere lo mette in relazione con le ultime ondate migratorie dai Paesi dell’ex Urss (Ucraina, Russia, Georgia) o dall’Etiopia. Il fenomeno sembra andare tuttavia al di là di tali comunità, come confermano i fermi odierni di ‘padrinì autoctoni, estranei alle generazioni recenti di immigrati.

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Numeri

Da un lato i dati della polizia israeliana: “E’ stato un buon 2009 sul fronte della sicurezza interna”. Dall’altro, quelli di un sondaggio: solo il 43% dei delitti viene denunciato. Nel mezzo, il numero degli omicidi. Cresciuti. Anche se di poco. Erano 128 nel 2008. Sono diventati 135 nell’anno appena concluso.

“In generale, la criminalità è scesa del 3%”, ha dichiarato Dudi Cohen, della commissione di polizia. Ma oltre agli omicidi, sono cresciuti – sempre di poco – anche gli arresti: 60.000 tondi contro 58.500 del 2008. Scende, in tutto questo, il numero dei procedimenti aperti: 45.000 contro 50.000. Anche se, come ricorda il Global Corrupt Report 2009, Israele si piazza al 32esimo posto per i tassi di corruzione.

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