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“Million shekel Bibi”

“Million shekel Bibi”. Nulla a che fare, però, con il film di Eastwood. Perché qui, i pugni ci sono. Ma pieni di dollari. Soldi – tanti – che il primo ministro Benjamin Netanyahu si sarebbe intascato per le conferenze in giro per il mondo quando non era ancora al potere. Un po’ come Blair. Forse peggio.

L’attacco a sorpresa arriva dallo Yedioth Ahronoth che non può certo dirsi di sinistra e antigovernativo. Negli anni passati – ricostruisce un articolo lungo e dettagliato – quando Bibi era un privato cittadino pretendeva forti gettoni di presenza nelle conferenze estere. Senza guardare in faccia (e in tasca) nessuno.

Ne sanno qualcosa quelli di una piccola associazione di beneficenza di ebrei ortodossi. Anno 2002. Avevano deciso di ingaggiare Netanyahu sperando di racimolare grandi finanziamenti fra i facoltosi ebrei messicani per assistere i malati israeliani che necessitavano di cure mediche costose. Secondo il giornale, per quattro conferenze tenute nell’arco di due giorni Netanyahu, prese 180mila dollari. Ma l’associazione di dollari ne raccolse solo 140mila. Un disastro.

Uno dei portavoce di Netanyahu, però, ha precisato che le conferenze furono organizzate da una società statunitense specializzata nella gestione degli interventi pubblici di ex-statisti e che la cifra fu regolarmente denunciata all’erario israeliano. Eppoi: “Netanyahu non era a conoscenza delle traversie finanziare della piccola associazione rabbinica”.

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