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“Togliete quella pubblicità, istiga al sesso minorile”. Bufera su marchio israeliano

Ma la modella è minorenne o no? E quella pubblicità è un’istigazione alla pedofilia? Il dubbio è venuto a molti dopo aver visto i poster promozionale della catena di abbigliamento “Tnt”, del gruppo Honigman. Nelle immagini c’è il toy-boy di Madonna, Jesus Luz, insieme – troppo insieme, secondo alcuni – alla modella Irina Denisova.

Solo che mentre sul primo non ci sono dubbi, sulla seconda l’incognita età s’è fatta subito evidente. Perché lei, Irina, nella pubblicità sembra una minorenne. Per il Consiglio nazionale per l’infanzia lo è stata davvero nel momento in cui le foto sono state scattate.

Così l’Unità per la protezione del consumatore – un’agenzia governativa del ministero dell’Industria, del commercio e del lavoro – ha deciso di bloccare la campagna invernale della catena di abbigliamento, dando sette giorni di tempo alla “Tnt” per rimuovere tutti i poster proprio perché la ragazza appare minorenne e in un contesto sessuale.

Le immagini – fa notare il quotidiano online Ynet – scorrono ancora sull’home page del sito del marchio. Ma dal quartier generale hanno assicurato che dalla prossima settimana ci sarà una nuova campagna promozionale – quella primavera-estate – e la modella sparirà dalle strade di Tel Aviv e Haifa.

L’Ufficio legale dell’Unità per la protezione del consumatore ha stabilito che la pubblicità viola le norme soprattutto perché la “Tnt” «è un marchio che ha come target i giovani, minorenni o appena maggiorenni» e nella carta che regola questo tipo di attività è scritto esplicitamente che le aziende che si rivolgono ai giovanissimi non possono pubblicizzare i loro prodotti con scene di nudo o taglio sessuale.

Resta comunque il mistero sulla vera età della modella. La società Honigman ha negato le accuse e ha scritto in un comunicato che «Irina Denisova aveva 19 anni quando è stata realizzata la campagna promozionale». «E comunque – hanno sottolineato – sotto a ogni poster c’è scritto che i modelli che hanno posato sono maggiorenni».

La vicenda sembra chiusa. Anche se qualcuno ha già iniziato a criticare la prossima campagna pubblicitaria, quella estiva. Il testimonial? Verne Troyer, meglio conosciuto come “Mini-Me” nel film “Austin Powers”.

© Leonard Berberi

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Cisgiordania, l’Idf ferma tre ragazzini ebrei per il furto delle olive palestinesi

Sono minorenni. Sono figli di coloni in Cisgiordania. E sono stati fermati da un ufficiale israeliano. L’accusa: aver rubato le olive delle piantagioni palestinesi.

È così che tre fratellini di 6, 11 e 12 anni sono finiti sotto la lente di un ufficiale dell’esercito israeliano nei pressi dell’insediamento di Talmon, nella West Bank. Un gesto che è valso l’applauso della parte araba, ma anche le critiche di quella ebraica. Il papà dei tre ragazzini vuole denunciare il militare per aver abusato della sua posizione nei confronti dei minori.

(foto: AFP)

E comunque. Il tutto sarebbe successo un paio di settimane fa, quando sei fratellini – 3 anni il più piccolo, 12 il più grande – iniziano a trascorrere il pomeriggio a poche centinaia di metri da casa e quindi entrando in territorio palestinese. È qui che i sei avrebbero iniziato a prendere delle olive dagli alberi degli arabi.

Il proprietario (palestinese) dell’appezzamento denuncia il furto all’Amministrazione civile e subito scattano le indagini. Fino a quando, chiedi un po’ qui e un po’ là, la task force non bussa alla porta dei sei fratellini. E dopo una veloce perquisizione i militari scoprono la borsa piena di olive. Scatta il sequestro della refurtiva e anche una sgridata ai piccoli per aver oltrepassato il confine. I piccoli sono stati poi chiamati a testimoniare alla stazione della polizia.

«I miei figli sono traumatizzati», ha detto il papà. «Il nostro esercito dovrebbe difendere i piccoli dai pericoli, non accusarli e spaventarli». Comunque sulla vicenda è calato il sipario. Con un po’ di buonsenso la polizia israeliana ha deciso di chiudere il caso. Ma ha avvertito i genitori che se la storia si dovesse ripetere la punizione sarà immediata.

Leonard Berberi

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