attualità

Rabbinato a luci rosse

Il rabbino Moti Elon (Jerusalem Post)

Proprio un brutto affare. Perché sullo sfondo c’è uno scandalo a luci rosse. Un lungo periodo di silenzio. Richieste non rispettate. E, soprattutto, il rabbinato israeliano.

Scalpore e reazioni contrastanti dopo il pubblico annuncio che un foro di rabbini, denominato Takana, ha rivolto ai fedeli per avvertirli che un influente collega, Moti Elon, è sospettato di molestie sessuali. Takana racconta che cinque anni fa, dopo aver ricevuto diverse denunce di molestie sessuali a carico di Elon, aveva chiesto al rabbino di cessare ogni attività pubblica ed educativa e di non tenere più consultazioni private a porte chiuse.

Il rabbino aveva lasciato Gerusalemme. Destinazione: Migdal, un piccolo centro nel nord del Paese. Per redimersi, pare. Takana non fornisce particolari, ma ammette di aver saputo già per tempo. E il silenzio è dovuto al fatto che volevano rispettare la dignità e “privacy” di queste persone e dello stesso rabbino.

Ma in tanti criticano l’atteggiamento di Takana. E c’è chi si spinge a parlare di omertà. Ma, spiegano dal foro, il silenzio è stato rotto perché il rabbino non avrebbe rispettato gli impegni. Elon è considerato – insieme ad altri colleghi – parte della crema del magistero ebraico.

E il rabbino che dice? Tace. Pubblicamente. Ma in un incontro con i suoi allievi, ha detto di non voler rispondere alle diffamazioni e si ritiene vittima di invidie personali a causa del seguito tra i giovani religiosi.

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