fuori contesto

La minaccia dell’imam via tv: “Conquisteremo l’Italia”

Nel bel mezzo del suo solito, quotidiano, sermone e in una giornata molto calda (18 agosto scorso) il muftì Salem Abu Al-Futuh ha deciso di metterci dentro anche l’Italia. E dagli schermi della tv religiosa egiziana Al-Nas Tv ha lanciato i suoi strali contro il nostro paese e l’Europa (qui il video).

«Conquisteremo l’Italia», ha detto-promesso-minacciato Abu Al-Futuh. «Per Allah, noi conquisteremo l’Italia e poi il resto dell’Europa. L’Islam pervaderà tutta l’area». Il religioso non si lascia sfuggire nemmeno il resto del mondo. E dopo essersi fatto una domanda («Vi chiederete: anche l’America conquisteremo?»), si dà pure la risposta: «Sì, conquisteremo anche l’America. Da nord a sud. Entreremo in tutti questi paesi e la gente aderirà in massa all’Islam».

Al-Futuh deve avercela con l’Italia. Perché, come fanno notare gli osservatori del Memri (Middle East Media Research Institute), «in quasi tutti i suoi sermoni via web cita l’Italia». La novità, adesso, sta nel fatto che dal web c’è stato il salto alla tv. Una emittente, Al-Nas Tv, con una programmazione tutta religiosa, dove i grandi muftì (conosciuti e non) indottrinano i telespettatori. Tra una pubblicità di suonerie (anche loro religiose) e l’altra.

Leonard Berberi

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attualità

Libano, l’ex ministro: “Tifo Germania perché odiavano gli ebrei e li hanno bruciati”

L'ex ministro libanese Wahhab e le dichiarazioni di fuoco su Israele

Dal Libano suonano due campanelli d’allarme. Il primo, per i soldati della missione UNIFIL che si trovano a fare da cuscinetto tra Gerusalemme e Beirut. Il secondo, proprio per gl’israeliani: i movimenti di truppe Hezbollah verso sud, al confine con lo Stato ebraico hanno iniziato a preoccupare i vertici militari. E le frasi che arrivano dalle tv locali non aiutano a calmare le acque.

A confermare quanto la situazione si sia fatta pericolosa ci ha pensato Wiam Wahhab, ex ministro libanese, ora nella veste di opinionista tv e – suggerisce più d’uno – una sorta di messaggero dei militanti di Hezbollah. Durante una trasmissione dell’emittente tv “Al-Jadid”, Wahhab con i suoi soliti giri di parole ha avvertito la missione delle Nazioni Unite e fatto dichiarazioni pesanti contro Israele.

Guarda il video (fonte: Memri Tv)

«L’Onu pensa davvero di fare i comodi di Stati Uniti e Israele, di usare il tribunale internazionale contro il nostro Paese senza che noi muoviamo un dito?», ha attaccato l’ex ministro. «Davvero pensate che le cose possano rimanere uguali, dal fiume Litani fino a sud, mentre il Paese va a fuoco e la gente combatte una guerra civile?».

Il conduttore lo interrompe. Gli chiede se una mossa del Tribunale internazionale contro Beirut potrebbe mettere in pericolo le truppe UNIFIL. «È possibile», risponde Wahhab. «Non che sia io a compiere questi attacchi – precisa –, ma a mio avviso l’UNIFIL sarà in pericolo».

Poi l’attacco, finale, a Israele. Che parte, però, da una domanda sulle simpatie calcistiche ai mondiali di calcio in Sudafrica. «Tifo Brasile nel calcio, ma simpatizzo per la Germania in campo politico». «Mi piacciono i tedeschi – ha continuato Wahhab – perché odiano gli Ebrei e li hanno bruciati». Segue risata fragorosa. Del politico. E del conduttore.

Leonard Berberi

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attualità, politica

Suicide Tv

Li prendono da piccoli. Li piazzano davanti alla tv. E li indottrinano. Con cartoni animati. Con musiche che spezzano il cuore. Con storie struggenti di bambini sotto le bombe. E con cartine tarocche. Dove tutto è Palestina. Anche dove si trovano Tel Aviv e Haifa, Eilat e Be’er Sheva. Figurarsi Gerusalemme. Poi quei piccoli crescono. Si scontrano con la realtà. Reagiscono. Ognuno a modo suo.

Propaganda mediatica, la chiamano. Ma Memri, The Middle East Media Research Institute non esita a chiamarlo con il suo nome: indottrinamento mediatico. Peggio: “spingono i piccoli a considerare seriamente il martirio in nome di Allah e del suicidio allo scopo di creare terrore”, dice a gran voce un altro centro studi, il Palestine Media Watch.

Il frame di un cartone animato palestinese

“La cartina della Palestina, quella dove c’è anche Israele, è la stessa usata dai gruppi terroristi islamici, dalle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa alla Jihad Islamica, passando per Hamas”, spiega Itamar Marcus, fondatore e direttore del Palestine Media Watch. Quella cartina della Grande Palestina è andata in onda su Patv, la tv ufficiale del Fatah, il partito al potere. Quello più moderato. In teoria.

Peggio va sull’emittente di Hamas, Al-Aqsa, dove un cartoon parla di Gaza come “innocente bambina”, che viveva in pace e che un giorno è stata distrutta dai soldati israeliani e dai loro carri armati. Con i genitori uccisi, le case distrutte e le nubi che oscurano il sole, l’unica scelta per la bambina-Gaza è reagire. Con i proiettili (alcuni secondi si trovano qui).

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