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La minaccia di Assange: “Presto file segreti sulle operazioni israeliane”

Forse Netanyahu ha esultato troppo presto. «I documenti pubblicati confermano che il mondo intero è con noi», aveva detto subito. E, forse, la stampa israeliana ha chiuso troppo preso l’affare. «I file non rivelano nulla di preoccupante per il nostro Paese», avevano scritto.

Ma la realtà sembra essere un’altra. In un’intervista al programma “Frost over the world” di “al-Jazeera English” (il video dell’intervista lo trovate in basso, nda), Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, ha detto che nei prossimi mesi il suo sito pubblicherà migliaia di documenti che contengono informazioni riservate sullo Stato ebraico.

Dalle anticipazioni dello stesso Assange – apparso dimagrito, con la barba incolta e il colletto della camicia sbarazzino -, due sembrano i filoni più “preoccupanti” per Israele: la Seconda guerra in Libano e l’omicidio a Dubai del dirigente di Hamas, Mahmoud al-Mabhouh. Il contestato fondatore di WikiLeaks ha spiegato che fino a oggi dal suo sito sono stati diffusi solo pochi documenti relativi a Israele. Ma che dall’archivio, nelle prossime settimane, usciranno oltre 3.700 file che hanno a che fare con lo Stato ebraico, prodotti in gran parte dall’ambasciata Usa a Tel Aviv.

«Molti di questi file sono classificati come “top secret” e contengono informazioni sulla guerra tra Israele e gli sciiti libanesi di Hezbollah nell’estate del 2006», ha detto ancora Assange. Mentre altri documenti proverebbero il coinvolgimento del Mossad, i servizi segreti israeliani, nell’omicidio di al-Mabhouh, a Dubai all’inizio dell’anno.

Assange ha poi concluso l’intervista assicurando di non aver mai avuto rapporti diretti o indiretti con Israele. Ma ha anche detto che «l’intelligence del paese ebraico sta monitorando da vicino le attività di WikiLeaks».

© Leonard Berberi


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Mossad market

(foto Associated Press)

Impazza la “Mossad-mania” in Israele dopo l’uccisione dell’esponente di Hamas, Mahmoud al-Mabhouh, fatto fuori il 19 gennaio in un albergo di Dubai.

Prima le magliette, poi i boom al sito dell’agenzia d’intelligence israeliana, infine le tante candidature per diventare 007 dei servizi segreti più sofisticati – e pericolosi – del mondo. Ma non si era mai arrivati al punto da usare un omicidio – attribuito da tutto il mondo al Mossad – per trarre ispirazione per una pubblicità.

A rompere il tabù ci ha pensato una catena di supermercati. Che, visto il traino, ha deciso di girare uno spot televisivo ispirato proprio all’omicidio. Lo pubblicità della Mahsaney Kimat Hinam mostra gli attori con racchette da tennis, che indossano cappelli, occhiali e parrucche, gli stessi vestiti usati dai presunti killer del Mossad ritratti dalle immagini di sorveglianza dell’hotel dov’è stato ucciso al-Mabhouh.

Le immagini dello spot imitano le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza e mostrano gli attori mentre fanno scivolare con fare sospetto i prodotti dentro il carrello, accompagnati dagli slogan «eliminiamo i prezzi» e «offriamo prezzi killer».

“Non si tratta di uno spot di cattivo gusto”, ha detto Sefi Shaked, responsabile della pubblicità. “Certo – ha proseguito – la nostra società spera di capitalizzare l’enorme attenzione dei media sull’omicidio di Dubai”.

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