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Carne di maiale sul volo Londra-Tel Aviv. I passeggeri si arrabbiano, easyJet si scusa

EasyJet c’è ricascata. E, per la seconda volta in poco più di un anno, è riuscita a compiere un’altra gaffe nei confronti degli ebrei. Se a novembre 2009, la compagnia di voli low-cost aveva chiesto scusa dopo aver fotografato alcune modelle – comparse nella sua rivista ufficiale – tra le pietre del Memoriale della Shoah di Berlino, stavolta ha fatto di peggio: in un volo Londra Luton-Tel Aviv di quattro ore e mezza ha servito ai passeggeri un pranzo la cui unica carne era quella di maiale. Altro che macellazione secondo le regole kosher. In mezzo ai panini c’era carne vietatissima per gli ebrei.

Molti passeggeri si sono rifiutati di mangiare. Altri, all’atterraggio, hanno fatto protesta ufficiale. La compagnia s’è scusata. E ha detto che c’è stato un errore nel rifornimento alimentare dei voli in partenza da Londra.

«È stato tutto molto sgradevole», ha raccontato uno dei passeggeri, Victor Kaufman, 25 anni, residente a East Finchley. «Credo che easyJet abbia bisogno di un paio di lezioncine sul rispetto della cultura se vuole continuare ad espandersi in Medio Oriente. Anche perché non solo noi ebrei, ma anche i musulmani non possono mangiare la carne di maiale».

La tratta Londra-Tel Aviv è stata inaugurata il 2 novembre 2009 dalla compagnia arancione. Esattamente lo stesso mese in cui è stata distribuita la rivista con le foto all’interno del Memoriale della Shoah di Berlino.

© L.B.

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Fashion Shoah

Duecentocinquantamila scuse. Una per ogni copia stampata. Sarà dura per la compagnia low cost easyJet far dimenticare – e in fretta – la gaffe. Non uno scivolone qualsiasi, ma di quelli che toccano la sensibilità di una nazione e di una religione: quella ebraica.

Nell’ultimo numero della sua rivista, infatti, alcune modelle sono state fotografate all’interno del Memoriale della Shoah di Berlino. Il tempo di mettere le copie (250mila, appunto) nelle tasche dei sedili degli aerei, ed ecco che qualcuno ha cominciato a storcere il naso. Poi sono arrivate le proteste di alcuni passeggeri.

“Siamo profondamente dispiaciuti”, hanno detto i vertici della compagnia britannica prima di ritirare tutte le copie. E poi hanno minacciato di rivedere il contratto con la società che si occupa di confezionare la rivista. (leonard berberi)

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