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Il blitz di curdi e americani per liberare gli ostaggi dell’Isis

Questa settimana le forze speciali americane hanno partecipato alla liberazione di 69 ostaggi (tutti curdi) da una prigione gestita dallo Stato Islamico nel nord dell’Iraq. Una missione rischiosa e nella quale ha perso la vita un militare Usa, ferito durante lo scontro a fuoco e deceduto più tardi a Erbil: è il primo caduto americano nella campagna intrapresa dalla coalizione internazionale contro lo Stato islamico in Iraq e Siria. L’operazione è avvenuta nella notte tra mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre nei pressi della città di Hawija, a ovest di Kirkuk, 200 chilometri a nord della capitale Baghdad. Questo è il video di quel blitz. (l.b.)

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attualità, politica

L’intelligence turca accusa: c’è Israele dietro all’attacco curdo contro i nostri soldati

Un militare curdo del Pkk

Per l’intelligence turca è un chiaro messaggio dei colleghi israeliani. Scrive il quotidiano di Ankara, Zaman, che poche ore dopo il blitz dell’esercito dello Stato ebraico sulla flottiglia pro-Gaza, qualche centinaio di chilometri più in là, membri del Pkk, il partito separatista curdo, assaltavano una nave della marina turca al porto di Iskenderun. Alla fine, sette soldati sono rimasti uccisi dal blitz.

Secondo il giornale turco, il servizio segreto di Ankara sta vagliando la possibilità che dietro all’assalto curdo si nasconda la mano israeliana. Il tutto per lanciare un chiaro messaggio a Erdogan: attenzione che sappiamo come scombussolare gli equilibri del Paese.

Il capo dell’Istituto turco per gli studi strategici ha spiegato al quotidiano che alcune organizzazioni israeliane sono sospettate di aver cooperato con i ribelli curdi che si trovano in Iran. «La paura di questa connessione tra israeliani e curdi non è frutto di una teoria cospirazionista», ha detto l’analista. «Numerosi ex agenti del Mossad – il servizio segreto israeliano – ed ex soldati dell’Idf hanno fatto esercitazioni con combattenti curdi nel nord dell’Iraq».

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