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Mega scazzottata durante un matrimonio, 15 feriti

Se le sono date di santa ragione. Calci, pugni, cazzotti sul naso, schiaffi, spintoni. Ad un certo punto sono volati anche i bicchieri. E le bottiglie d’acqua, bottiglie di vetro. E le sedie. E qualche addobbo metallico che incorniciava i tavoli. Alla fine, in ospedale ci sono finite 15 persone. Insomma, la tradizione – quella che vuole che durante l’evento si rompa un bicchiere – l’han proprio presa alla lettera. Forse troppo. Così un matrimonio che è iniziato in festa rischia di finire male.

Perché a scazzottare nel bel mezzo del banchetto nuziale sarebbero stati i parenti di entrambi gli sposi. Così il ristorante “Atzulat Haemek” di Beit She’an – uno degli ultimi avamposti israeliani prima di entrare in Giordania e Siria – è diventato un teatro di guerra. Come se da quelle parti non ne avessero già abbastanza degli scontri.

La polizia, stando al primo rapporto stilato, parla di botte causate dall’elevato tasso alcolemico in circolo nel sangue dei festeggianti. Ma non ha nascosto un po’ d’imbarazzo per una situazione che non capita tutti i giorni. I motivi del litigio restano, però, non ancora chiariti. L’unica cosa certa è che i feriti hanno finito di festeggiare all’Haemek Medical Center di Afula.

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attualità

L’Onu distribuisce 200 mila laptop ai palestinesi. Ma con soldi di Usa e Giordania

Studenti palestinesi (foto Ap)

Un’altra invasione. Ancora a Gaza. Ma stavolta gl’israeliani non c’entrano nulla. Anzi, non fanno proprio niente. Perché l’invasione riguarda i 200 mila pc portatili che arriveranno ai piccoli in età scolare della Striscia di Gaza gestita da Hamas. Grazie all’iniziativa dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi.

Entro il 2012, in tutto il Medio Oriente – ha detto Adnan Abu Hasna, portavoce dell’Unrwa – saranno distribuiti 500 mila laptop. Si inizia con i 2.200 mini pc per Rafah, al confine con l’Egitto per salire, pian piano, verso nord, verso la barriera militarizzata che separa la Striscia dallo Stato ebraico.

“In questo modo gli studenti potranno restare in contatto – grazie a Internet – con i loro insegnanti ogni volta che ci sarà una crisi politico-militare”, ha spiegato Abu Hasna. Non nascondendo che, in un prossimo futuro, possa registrarsi qualche intervento militare.

L’operazione, che in tutto costa 23 milioni di euro, è stata sovvenzionata da fondi statunitensi dell’Olpc (“Un laptop per bambino”) e dall’Organizzazione giordano-hashemita di carità.

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Fatenah – Una storia vera

Fatenah (Fatima, in italiano), protagonista del primo film animato fatto in Palestina (AP Photo)

Fatenah (Fatima, in italiano) ha 27 anni. Abita nella Striscia di Gaza. E ha un cancro al seno. Fatenah è anche la protagonista di un film animato, che dura quanto gli anni della donna. Ed è anche la prima pellicola di questo genere prodotta in Palestina.

Fatenah riproduce la vita nella Striscia. Descrive la lotta quotidiana di questa donna per la sopravvivenza. Un dramma umano. Una storia vera. Tra le tante raccolte dall’Organizzazione mondiale della Sanità. E’ una pellicola che cerca di raccontare il mini-esodo di circa 1.000 pazienti di Gaza che ogni mese chiedono all’Autorità israeliana un visto per motivi di salute. Che consente loro di curarsi in cliniche specializzate a Gerusalemme Est, Israele, Giordania e West Bank.

“Ma nonostante questo, c’è un 30 per cento di questi pazienti, circa 300 al mese, che non riescono a curarsi fuori dalla Striscia”, denunciano gli sceneggiatori Saed Andoni, Ahmad Habash, e Ambrogio Manenti (medico italiano dell’Oms).

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cultura

Una risata vi seppellirà

Eman Hosseini al Festival di Amman (Afp)

“Il mio migliore amico è ebreo. E con lui, invece di giocare all’indiano e al cowboy, ci divertiamo a recitare al palestinese contro l’israeliano. Solo che vince sempre lui e alla fine mi caccia dalla mia casa”.

Eman Husseini è una giovane palestinese coi capelli neri, lunghi e ricci. E al Festival della commedia di Amman (Giordania) ha gelato il pubblico in sala con questa battuta. Divertente sì, ma che non tutti hanno accolto con entusiasmo. A dimostrazione che la questione mediorientale resta – ancora – un tabù.

Ma Ema è solo una delle tante facce della comicità araba. Perché negli ultimi anni sta crescendo una generazione di commedianti, dalla battuta sempre pronta e per niente politically correct che ha sangue palestinese, ma la cui formazione è americana, canadese o europea. Una generazione che prende il conflitto e gli stereotipi e li ridicolizza.

Insieme a intrattenitori famosi come l’italo-american-palestinese Dean Obeidallah (lo si vede su Comedy Central Usa), Ema ha creato l'”Asse del Male”. Ma della risata. “Quello a cui stiamo assistendo è un fenomeno nuovo nel mondo arabo – dice Obeidallah -, tant’è vero che nei bar e nei club arabi non ci sono serate dedicate all’intrattenimento a suon di risate sulla propria cultura”.

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