cultura

Il pasticcio

Il regista discusso Jonathan Segal (Ynet)

Una vicenda strana. Con sceneggiature taroccate e dipendenti licenziati. Con computer che fanno i capricci e giornalisti che alzano il dito. Sullo sfondo, un film. E una richiesta di finanziamento statale.

Il regista Jonathan Segal è finito nell’occhio del ciclone in Israele. Accusato, dal giornalista Yair Lapid, di fare un paragone tra l’occupazione israeliana in Cisgiordania e la Shoah nel film in preparazione che si chiamerà “Odem”. Lapid cita un documento inviato dalla casa di produzione del film all’Ente di stato per la cinematografia con la richiesta di un finanziamento.

Ma Segal ha negato che il film faccia un paragone simile. E qui parte il giallo. Perché, ha raccontato il regista, il documento inviato era stato scritto male da un produttore licenziato due anni prima. Non solo. Perché proprio quella richiesta – sbagliata – era stata inviata senza revisioni “per errore” dal computer di una delle persone che partecipano alla produzione del film.

Poi l’attacco. “Ho tutto il diritto di dire cose che per altri possono risultare sgradevoli”, ha detto Segal. “E’ il bello del nostro Paese: si possono dire cose diverse ed esprimere opinioni differenti”.

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