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L’Anp contro le compagnie telefoniche israeliane

E’ dura vincere quando il tuo concorrente offre Internet quasi gratis, una velocità di connessione a livello del 3G – se non superiore – e un costo-chiamata decisamente inferiore. Per questo, senza guardare al passaporto di quell’offerta, sempre più palestinesi acquistano una scheda telefonica da compagnie israeliane. Un mercato così tanto in crescita da costringere l’Autorità palestinese a intervenire per imporre il divieto d’utilizzo di cellulari e schede made in Israel.

Il giro d’affari delle schede telefoniche israeliane vendute – illegalmente – nella West Bank supera, secondo alcuni, i 100 milioni di dollari all’anno. “Ogni negozio o compagnia o centro telefonico sorpreso a rivendere sim card israeliane sarà processato”, ha detto Mashour Abu Daqqa, ministro delle Telecomunicazioni di Ramallah.

Il ministro, poi, aggiunge che le quattro compagnie israeliane di telefonia mobile (Cellcom Israel, Partner, Pelephone e Mirs) hanno una fetta di mercato del 12% nella West Bank, anche se nessuna di queste ha una licenza o paga una tassa all’Autorità palestinese. E questo – secondo Ramallah – penalizza i due operatori locali, Wataniya Palestine e Jawwal.

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