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Postcards from Middle East / 49

Navi militari israeliane fanno ritorno al porto meridionale di Ashdod dopo aver abbordato un'altra flottiglia della pace, la barca battente bandiera irlandese "Rachel Corrie". Questa volta senza spargimento di sangue. Dalla spiaggia, cittadini israeliani prendono il sole (Oliver Weiken / Epa)

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attualità, economia, politica

Erdogan riconosce l’autorità politica di Hamas. Gorillaz e The Klaxons boicottano Israele

Erdogan vs. Netanyahu. Chi vincerà?

Giravolte. «Hamas non è un gruppo terroristico». Parola di Reçep Tayyip Erdogan, primo ministro turco. Che oltre ad allontanare Ankara da Gerusalemme, isola la Turchia dall’Europa. «Hamas ha vinto democraticamente un’elezione». Il governo, poi, ha annunciato di aver avviato la sospensione di tutti i progetti di collaborazione con lo Stato ebraico.

Copia conforme. Dublino è d’accordo con Israele: gli aiuti della nave irlandese “Rachel Corrie”, un’altra flottiglia della Pace che si sta avvicinando a Gaza, saranno trasportati sulla terraferma attraverso il porto israeliano di Ashdod. Da lì proseguiranno con i tir verso la Striscia di Gaza. Ma dalla nave hanno detto «no, grazie, ce la caviamo da soli: dobbiamo rompere l’assedio su Gaza». L’equipaggio ha detto di non essere per nulla spaventato da eventuali blitz dell’esercito israeliano.

Il ritorno. «Tornate ad Auschwitz». E ancora: «Non dimenticatevi cos’è l’11 Settembre». L’Idf ha rilasciato un file audio in cui si sentono chiaramente i pacifisti urlare queste parole ai militari dello Stato ebraico.

Boicottaggi/1. I Gorillaz Sound System e i The Klaxons hanno annunciato di aver cancellato i loro concerti di questa settimana in Israele. Una decisione presa per condannare l’attacco di Gerusalemme alla nave della pace. Entrambi i gruppi dovevano arrivare per suonare all’interno del Festival Pic.Nic., nell’area esposizioni di Tel Aviv. Gli organizzatori dell’evento hanno fatto sapere che i biglietti saranno rimborsati.

Boicottaggi/2. Un sondaggio condotto in Norvegia due giorni dopo l’incidente alla Mavi Marmara ha valutato gli effetti del blitz sui prodotti israeliani: il 9,5% dei norvegesi ha detto di aver già iniziato il boicottaggio dei prodotti dello Stato ebraico mentre il 33,5% si appresterebbe a farlo. Il 29,4% degl’intervistati ha detto, invece, che continuerà a comprare il made in Israel.

Vietato ai minori. Michael Machlof Shma Zeda, 33 anni, docente alla scuola elementare dell’insediamento di Elad (West Bank) è stato arrestato per presunti abusi sui minori.

The Rock. Nonostante lo sconquasso del blitz. Nonostante i morti. Nonostante la pressione internazionale. Nonostante l’assedio che è aumentato di intensità. Nonostante tutto questo, la Borsa delle azioni di Tel Aviv ha registrato performance in linea con le altre settimane. L’indice TA-25 ha lasciato sul terreno solo lo 0,6% nell’ultima settimana. Va meglio il TA-100: negli ultimi giorni ha guadagnato lo 0,2%.

Quarantatre. Palestinesi e israeliani hanno raggiunto quota 43 anni dall’inizio dell’occupazione nella West Bank e a Gerusalemme Est. Una grande manifestazione – palestinese – ha ricordato l’evento nei pressi della strada numero 443, la tangenziale di Gerusalemme che attraversa tutta la Cisgiordania. I manifestanti hanno indossato magliette che inneggiavano alla flottiglia di Gaza. L’esercito israeliano ha sparato gas lacrimogeno per disperdere la folla.

Promesse. I paesi donatori e investitori hanno promesso all’Autorità nazionale palestinese un pacchetto di aiuti per le infrastrutture dell’area e la ricostruzione della West Bank per un totale di un miliardo di dollari.

Cambio di programma. A causa delle vicende al largo d’Israele, la nave da crociera “Pacific Princess” non s’è fermata al porto di Ashdod per fare vedere ai passeggeri le bellezze d’Israele. A bordo c’erano 670 passeggeri e 370 membri dell’equipaggio.

Confronti. Voci raccontano che le organizzazioni della sinistra israeliana scenderanno per le strade di Tel Aviv sabato 5 giugno mettendo in scena una sorta di marcia dell’anti-occupazione. Le stesse voci dicono che gli attivisti della destra si stiano preparando per contrastare con tutte le forze questa possibile protesta.

(a cura di Leonard Berberi)

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sport

E Gaza organizza il suo mondiale di calcio

Quando l’Irlanda ha segnato il primo gol contro l’Inghilterra in tanti si sono alzati ad applaudire e a urlare “Olp, Israel no”. No, non è successo a Londra. E nemmeno a Dublino. Ma a Gaza City. E questi sono i campionato mondiali di calcio. Mondiali in formato ridotto, però. Perché la Palestina non ha una squadra di calcio. Perché Gaza è bloccata. Perché il mondo, anche se per qualche secondo, deve sapere che la Striscia c’è, vive e si diverte. Nonostante le tante difficoltà.

C’era anche l’Italia. Che ha vinto con uno striminzito 1 a 0 proprio contro i padroni di casa. Il torneo, iniziato sabato proprio con la partita Italia-Palestina, durerà due settimane e prevede la partecipazione di sedici squadre della Striscia di Gaza (la maggior parte formate nei campi profughi), oltre alle nazionali europee, oltre a Egitto, Giordania e Turchia.

“Con questo torneo vogliamo dire al mondo che gli abitanti di Gaza possono praticare il loro sport preferito – il calcio, appunto -, nonostante l’isolamento imposto da Israele e le sofferenze che questo ci provoca”, ha detto Ibrahim Abu Salim, direttore dell’Unione calcistica palestinese.

“Il campionato ha due obiettivi: mandare un messaggio di pace e chiedere aiuto al mondo per togliere il blocco israeliano sulla Striscia”, ha aggiunto Tamer Qarmoot, rappresentante dell’Undp, il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo.

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