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In sessantadue anni

Nel 1948, quando David Ben-Gurion fondò lo Stato d’Israele, gl’israeliani nati sul suolo nazionale erano soltanto il 35%. Oggi, sessantadue anni dopo, oltre il 70% della popolazione ebraica è nata in Israele.

A rendere noto questo dato è l’Ufficio nazionale di Statistica. Che scrive anche altro. Per esempio, che gl’israeliani di religione ebraica costituiscono il 75,7% dell’intera popolazione. Seguono, a distanza, quelli musulmani (20,4%).

Aumenta anche la popolazione. Dagli 806mila nel 1948 si è passati ai 7.411.000 nel 2008 per arrivare a 7.587.000 di oggi. Con 159mila neonati in più, 37mila deceduti, 16mila immigrati che si aggiungono agli altri già presenti e 9mila nuovi israeliani.

Poi il capitolo città. Nell’era di David Ben-Gurion, solo una città – Tel Aviv-Jaffa – aveva una popolazione superiore ai 100mila residenti. Oggi, continua l’Ufficio nazionale di Statistica, le città sono diventate quattordici. Sei di queste superano i 200mila abitanti: Gerusalemme, Tel Aviv-Jaffa, Haifa, Rishon Letzion, Ashdod e Petah Tikva.

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