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Valvola di sfogo?

Picchiato. Minacciato con un coltello. Rinchiuso per ore in un carro armato in disuso. Costretto a prelevare soldi dal suo bancomat. Per darli agli aguzzini. Esercito israeliano nel ciclone, dopo che un soldato ha denunciato due suoi colleghi per aver subito abusi. Non una volta. Non due. Ma per tre settimane di fila.

“Dicevano che se lo spifferavo a qualcuno mi avrebbero massacrato di botte”, racconta ora il ragazzo. Sul fronte militare c’è il più assoluto riserbo. Quello che s’è saputo è che i due autori staranno in cella fino al 30 gennaio. Mentre tra pochi giorni dovrebbe partire il processo a loro carico.

In un caso, quando la vittima s’era rifiutata di dare la chiave della sua stanza, i due aguzzini gli hanno lussato un braccio. In un altro, l’hanno svegliato nel cuore della notte e l’hanno costretto a giocare con i videogiochi. Non contenti, quando il ragazzo ha perso è stato picchiato.

“E’ stato soltanto un gioco tra amici, nulla di violento”, si sono giustificati gli imputati. Che hanno poi negato gran parte delle accuse.

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“500 dollari per ogni soldato ucciso”

Soldato israeliano in preghiera

“Uccidi un soldato israeliano e riceverai 500 dollari”. Il messaggio, contenuto in una mail, è arrivato a centinaia di israeliani domenica 3 gennaio. Oltre al testo, link a video di YouTube con insulti a Israele e un sito web di riferimento: www.kku4u.info (Killers kids university for you; non più raggiungibile dal pomeriggio).

Provocazione (l’ennesima) o messaggio da prendere sul serio? La polizia indaga, l’esercito avverte i soldati, mentre gli informatici hanno scoperto che il sito è tradotto dall’arabo all’inglese con un programma automatico e che già in passato si era reso protagonista di simili azioni.

Per avere i 500 dollari – scrivono i “mandanti” – il killer dovrebbe scattare una foto e scrivere un breve testo descrittivo. A quel punto dovrebbe avvertire gli amministratori attraverso un form pre-compilato (l’unico contatto esistente).

Il quotidiano Yedioth Ahronoth ha però scoperto che lo stesso sito aveva inviato migliaia di mail nel febbraio del 2009 presentandosi come un’ala di Hamas e che la base “kku4u” riprende l’indirizzo del forum studentesco (chiuso da tempo) dell’università King Khalid in Arabia Saudita.

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