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Nei tunnel di Gaza ora ci passano pure le auto

(foto Afp)

Prima erano dei tunnel piccolissimi. Ora sono diventati così lavorati, così ben progettati e così ben forniti che ormai ci passa di tutto. Anche le macchine. Che, per arrivare dall’Egitto alla Striscia di Gaza, venivano prima smontate, poi fatte passare pezzo per pezzo, quindi rimontate alla luce del sole in quel di Hamas Town.

Ora non c’è più bisogno. Raccontano i corrispondenti dell’agenzia Reuters che ora le macchine passano così come sono, in tutta la loro grandezza, in alcuni tunnel illegali che collegano la Striscia di Gaza all’Egitto. Chiedere, per informazioni, a Hamdi Abu Kuresh, 60 anni, che ha da poco ricevuto – via tunnel – una Hyundai Alantra, anno di produzione 2010, tutta nuova di zecca e soprattutto intatta.

Il blocco economico imposto da Israele costringe a trovare vie di passaggio alternative. E i tunnel, nonostante sia sempre più vicino l’accordo Cairo-Gerusalemme per distruggerli, sono ormai l’unico collegamento con il mondo esterno. La domanda e l’offerta di prodotto – macchine comprese – passa tutto sui tunnel. Chiusi quelli, si ferma l’intera economia della Striscia.

Ma i costi, per i palestinesi, comunque restano alti. Dice Kuresh che la sua nuova auto costa, in Egitto, 20 mila dollari. Ma che, quando arriva a Gaza, aumenta di oltre il 50%. La sua Hyundai, per esempio, è costata – tra prezzo del veicolo e tasse di registrazione e passaggio via tunnel – 31 mila dollari.

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