economia

L’italiana Micoperi, il metano e l’appalto da 100 milioni di euro

Toccherà a una società italiana risolvere i problemi di rifornimenti di metano d’Israele. Secondo il quotidiano economico-finanziario dello Stato ebraico «Globes», con ogni probabilità sarà la Micoperi Marine Contractors srl ad aggiudicarsi l’asta per la costruzione delle piattaforme per l’estrazione del gas naturale.

Il progetto tocca i 500 milioni di nuovi shekel (circa 100 milioni di euro) e dovrebbe iniziare a concretizzarsi a partire dalla fine del 2012 al largo di Hadera, nei pressi di Haifa, nel nord del Paese. Una volta finiti i lavori, il metano consentirà all’Ente israeliano dell’elettricità (Iec) di compensare in parte il deficit causato dai continui intoppi nel rifornimento di gas egiziano. In queste settimane, infatti, lo Iec sta ricorrendo al petrolio per soddisfare tutta la domanda di elettricità.

La Micoperi Marine Contractors srl ha la sede legale a Ravenna, il centro delle operazioni di base a Ortona, in provincia di Chieti, e due uffici distaccati in Egitto e Croazia. E si occupa, tra le altre cose, di costruzione, trasporto e installazione di strutture offshore, pontili e terminali marini. (l.b.)

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“Mi manda Bibi”

Benjamin "Bibi" Netanyahu con la moglie Sara

“Mi manda Bibi. Ti conviene ritirare l’esposto entro dodici ore”. Da caso di gossip a vero e proprio giallo. E ora intervengono pure i servizi segreti. Dall’oscurità alle prime pagine dei giornali nazionali in meno di una settimana. Con una casa assediata da poliozitti, fotografi e, da oggi, potenziali minacce.

Forse Lilian Peretz non pensava di arrivare a tanto. Ma dopo che da ex domestica di casa Netanyahu ha deciso di denunciare la moglie del primo ministro, Sara, per le umiliazioni subite in sei anni di lavoro e per avere gli arretrati, i media hanno puntato i riflettori su Hadera, a nord di Tel Aviv, la cittadina dove vive Lili. Dando più spazio a questa storia comune che alla tragedia di Haiti (dove pure i soldati dell’Idf stanno facendo miracoli in fatto di aiuti e salvataggi).

Ma la telefonata di questo pomeriggio cambia tutto. Perché oltre alle minacce attribuisce una paternità al gesto: “Bibi”. Cioè il diminutivo proprio di Benjamin. Com’è ovvio, l’ufficio del premier ha condannato le intimidazioni e ha invitato la polizia a compiere il suo dovere fino in fondo per scoprire il responsabile.

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attualità

Bye bye Exodus

La nave Exodus

La vicenda è più nota per il film e per Paul Newman che per i libri di storia. Perché è la pelllicola del 1960 che ha consegnato all’umanità l’avventura dell’Exodus. La nave della speranza. E, soprattutto, Yitzhak Ike Ahronovitch. Il comandante nato in Germania nel 1923, emigrato in Palestina nel 1932 e morto oggi a Hadera, in Israele, dopo 86 compleanni.

Dietro all’Exodus si nascondeva qualcosa di più grande: la lotta degli ebrei contro il mandato britannico in Palestina. Insieme a Yosi Harel (morto l’anno scorso), Ahronovitch radunò 4.554 sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti e, nel luglio 1947, salparono dalla Francia. Destinazione: Israele. La Terra promessa.

C’era soltanto da superare il blocco navale britannico. E infatti non fu superato. L’Exodus fu intercettata. Si scatenò una battaglia a bordo. Alla fine furono uccise tre persone. E la nave riportata in Germania. Ma dal punto di vista mediatico fu un successo. I quotidiani raccontarono la storia. Le riviste dedicarono intere copertine. Poi, nel 1960, il film. E da lì la consegna alla memoria collettiva.

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