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Per gl’israeliani un capodanno ebraico con poco miele a tavola

Terra d’Israele, terra di latte e miele. Almeno secondo la Bibbia. Ma proprio nel giorno del miele (il Rosh haShanah, il capodanno ebraico, anno 5771), quello dove per tradizione migliaia di mele vengono intinte nel nettare, ecco proprio in questo giorno arriva la denuncia degli apicoltori israeliani: il mercato del miele è in profonda crisi. Per fortuna che le mucche reggono. E anche quest’anno produrranno 1,3 miliardi di litri di latte.

Le api continuano a diminuire e quelle poche che resistono devono vedersela o con le epidemie o con la siccità. Il risultato è sotto gli occhi, pardon, sopra i tavoli di tutti. In alcune zone della valle del Giordano, dopo un 2009 senza una goccia di pioggia, la produzione complessiva di miele è calata del 30%. Secondo la Radio militare israeliana il crollo avrebbe anche toccato il 40 per cento.

I prezzi sul mercato per ora hanno retto. Grazie soprattutto all’import. Ma non durerà molto secondo gli esperti. Il prossimo inverno rischia di essere l’ennesimo senza troppe piogge sul suolo israeliano.

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