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L’attacco visto dal vignettista Latuff

Una piovra che avvolge tutta la nave dei pacifisti al largo della Striscia di Gaza. Gli occhi rossi di rabbia e una bandiera israeliana attaccata in fronte. Carlos Latuff, vignettista politico freelance nato in Brasile e molto impegnato nel denunciaro gli orrori del conflitto israelo-palestinese, sintetizza così quanto è successo alle 5 del mattino di lunedì 31 maggio.

(Carlos Latuff)

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attualità

Striscia di Gaza, ecco i video dell’assalto

La difesa – o il contrattacco – mediatica israliana passa attraverso YouTube. E’ sulla piattaforma di video più grande al mondo che l’Idf, l’esercito israeliano conta di giustificare le vittime a bordo della Mavi Marmara, la nave dei pacifisti battente bandiera turca assaltata lunedì mattina.

Due, in particolare, sono i video. Nel primo c’è l’abbordaggio dei soldati sulla Mavi Marmara. Nel secondo, quello che i soldati dell’Idf sono riusciti a recuperare dopo l’assalto.

L’assalto

L'”arsenale” dei “pacifisti”

Basterà a giustificare le violenze dei soldati israeliani? All’Idf ne sono convinti.

© Falafel Cafè

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In Israele, boom dei turisti cattolici

Colonne secolari a Cesarea

Sarà pure un Paese per ebrei, ma i cattolici non scherzano. O meglio, i turisti seguaci di Cristo. Nonostante la crisi. Nonostante la tensione interreligiosa sempre presente. Nonostante tutto. Perché nel primo mese del 2010, i pellegrini cattolici hanno trainato il turismo in Israele.

A registrare gli aumenti più consistenti – secondo il ministero israeliano del Turismo – sono stati i brasiliani e gli italiani. Paesi prevalentemente cattolici, appunto. In cifra assoluta, la Francia resta prima, con 11.500 ingressi – nel gennaio scorso -, seguita da Italia (6.700), Polonia (6.000) e Brasile (3.700).

Se si va a guardare il tasso di crescita, notevole il +171% dal Brasile, il +81% dall’Italia e il +60% dalla Polonia rispetto al gennaio 2009 (mese che ha visto l’offensiva militare di Israele proprio contro la Striscia di Gaza).

Secondo il ministro Stas Misezhnikov – stando a quello che scrive l’Ansa – si tratta di un successo legato anche a quelle operazioni “di marketing”. Oltre che ai 10 milioni di shekel (due milioni di euro circa) investiti dal dicastero per una campagna pubblicitaria ad hoc riservata proprio ai Paesi cattolici. “Il turismo cattolico ha ancora un ampio potenziale di crescita e il ministero continuerà a investire, facendo leva sul patrimonio religioso, storico e archeologico di Israele”, ha detto Misezhnikov.

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Berlusconi show (made in Israel)

Il sosia di Berlusconi entra nello studio di "Eretz Nehederet", programma satirico di Canale 2 (fermo immagine: L.B.)

Un’imitazione senza freni. Che colpisce la vittima nei suoi punti più deboli. Il sorriso, la parlata. E soprattutto: le donne. L’obiettivo è Silvio Berlusconi. Preso in giro dal programma satirico più seguito d’Israele – Eretz Nehederet (Una terra splendida) – pochi giorno dopo la sua visita ufficiale in Terra Santa (qui il video della trasmissione).

Il tema della puntata è delicato: il rapporto indipendente Goldstone sulla guerra di Gaza di gennaio scorso. Un dossier che accusa Israele di crimini contro l’umanità. Ma al decimo minuto – e cinquanta secondi – il sosia di Berlusconi irrompe in studio. E’ accompagnato da due ragazze, entrambe more e slanciate. Sfoggia il suo solito sorriso e il classico doppiopetto.

(fermo immagine: L.B.)

Nello sketch si immagina che su richiesta del capo di stato maggiore, generale Gaby Ashkenazy, Berlusconi venga chiamato in Israele per indagare sull’operazione “Piombo Fuso” a Gaza. “Che male c’è? Meglio che ad indagare sia un nostro amico, piuttosto che un antisemita”, dice a un certo punto l’attore che mollemente abbandonato su una poltrona rappresenta il generale Ashkenazy.

Tra l’ebraico e l’italiano maccheronico, l’attore che imita Berlusconi inizia a dare spettacolo. Prima chiede il numero di cellulare di una soldatessa israeliana. Poi si rivolge alla sosia di Sonia Peres – la moglie ottantenne del presidente Shimon – e dice: “Oh, ma che bella ragazza”.

(fermo immagine: L.B.)

Quindi arriva la cantante israeliana Rita. Seno abbondante, decolletè in bella mostra, vestito stretto stretto. Cerca di sedurre il premier italiano. Gli si siede sulle gambe. E inizia a intonare strofe improbabili (e sbagliate) in italiano, ma in rima. “Risotto mozzarella, linguini gorgonzela, spaghetti, salmonella”.

Poi è la volta delle frecciate politiche – sempre in strofa -: “Benigni Fellini, Benito Mussolini”. Infine, la critica calcistica sul caso Golasa: “Inter Varese, Juventus Udinese, lamborghini contessa, Eyal Golasa”.

(fermo immagine: L.B.)

Passano pochi minuti e Berlusconi, insieme alla moglie di Shimon Peres, sale su una Vespa ed esce dallo studio. Il pubblico applaude. E apprezza. Segno che la visita del primo ministro ha lasciato il segno. Nonostante le polemiche per le troppe ambiguità.

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Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza sul territorio israeliano

Peggio di dicembre. E di novembre. Quasi come ottobre. Gennaio 2010 non sarà ricordato come uno dei mesi più tranquilli nel suolo israeliano. Perchè, scrive l’ultimo report sulla sicurezza, gli attacchi contro Israele sono aumentati in tutte le zone. E adesso, storia degli ultimi giorni, ci si mettono pure gli esplosivi galleggianti. Che partono da Gaza, sfruttano le correnti marine e si avvicinano ad Ashdod e Ashkelon. A sud di Tel Aviv.

Piove di tutto dal cielo israeliano: razzi, mortai, miscele esplosive, bottiglie incendiarie. E se a dicembre 2009 gli attacchi erano stati 51 in tutto, un mese dopo questi sono balzati a 80. Un aumento del 57 per cento. Striscia di Gaza: 32 attacchi (contro i 19 dell’ultimo mese del 2009). Giudea e Samaria: 37 (contro i 28). Gerusalemme: 11 (+7 su dicembre). E la West Bank – che lo Shabak, la sicurezza interna, ormai considera persa – che registra 37 azioni anti-israeliane sulle 28 del mese prima.

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Il Dio della pioggia

Striscia di Gaza senza scampo. Non resta che affidarsi ad Allah. Perché a nord e a est c’è il muro israeliano. Che blocca i rifornimenti idrici e alimentari. A sud il muro egiziano – ormai definitivo – che bloccherà il mercato del contrabbando. Ora ci si mette pure il cielo. Che non fa cadere acqua da mesi ormai.

Così il ministero del ministero degli Affari religiosi di Hamas, il movimento islamico radicale palestinese al potere nella Striscia, ha promosso ieri una giornata di preghiere in decine di moschee e luoghi pubblici. Per invocare la “misericordia di Allah”. Perché faccia cadere la pioggia.

Con le colture allo stremo, la povertà dilagante e il blocco dei due paesi (Egitto e Israele), la Striscia rischia di strozzare la popolazione.

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Si torna a salire

Quel che resta di un razzo Qassam, una delle armi preferite dai militanti di Hamas

Troppo bello per essere vero. E troppo bello per durare. Dopo un novembre molto calmo (il più tranquillo di sempre), gli incidenti contro i cittadini israeliani tornano a risalire.

Stando al bollettino ufficiale dell’Agenzia per la sicurezza israeliana, nel mese di dicembre 2009 si sono registrati 51 attacchi. Erano 43 il mese prima. Le aree che si sono surriscaldate: Gerusalemme e la Striscia di Gaza.

28 attacchi nella West Bank (stabile, rispetto a novembre), 19 nei pressi della Striscia (contro 13), 4 a Gerusalemme (il doppio in confronto al mese prima).

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