attualità

Gratis (non) è bello

La prima pagina di "Israel Hayom"

Ha una grafica accattivante. Titoli in risalto. Grandi foto. Un motto che rimane impresso (“Offriamo un giornalismo che non urla, ma parla”). E, soprattutto, è gratis.

L’oggetto è un quotidiano. Si chiama Israel Hayom (Israele Oggi) e dal 2007 viene sfogliato da quasi tutti gli abitanti di Tel Aviv (e non solo). E’ il tabloid preferito dai pendolari e presto – secondo il proprietario, il miliardario Shedon Edelson – “sarà il primo giornale del Paese” (qui potete trovare la versione scaricabile in .pdf).

C’è solo un problema. E nemmeno tanto piccolo. Edelson è molto amico del primo ministro Benjamin Netanyahu (cliccare la foto a fianco per capire come viene ritratta Tzipi Livni, all’opposizione, nda). E, negli ultimi giorni, ha fatto sapere che “la stampa israeliana non è sufficientemente patriottica” e quindi “occorre dar vita a un giornale che non dimentichi mai che siamo ebrei ed israeliani”. Pazienza se Edelson da anni non è più cittadino israeliano. E pazienza se Edelson abita fuori dal Paese.

Yedioth Ahronoth, quotidiano leader – fino a oggi – lancia l’allarme. L’altro diretto concorrente, Maariv, rischia la chiusura. E con il progressista Haaretz lontano dalle vette di vendita, Israele Oggi “minaccia sul serio il pluralismo dell’informazione”.

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