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Postcards from Middle East / 57

Una donna palestinese dipinge delle navi su un muro nei pressi del porto di Gaza. Con questo murales, la pittrice intende celebrare i tentativi di rompere il blocco navale sulla Striscia da parte degli attivisti pro-Gaza (Ali Ali / Epa)

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Postcards from Middle East / 54

Che fine ha fatto la Mavi Marmara, la nave che ha cercato di rompere il blocco israeliano su Gaza e che è stata assaltata dall'esercito di Gerusalemme? Eccola: si trova nel porto di Haifa, nel nord d'Israele, mentre aspetta di essere dissequestrata. Al termine del blitz del 31 maggio scorso sono morte 9 persone, tutte di nazionalità turca

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politica

Israele, il premier Netanyahu chiede scusa al suo ministro in diretta tv

Avigdor Lieberman, ministro degli Esteri di Gerusalemme e capo del secondo partito più votato, Israel Beitenu (ultradestra)

A memoria d’uomo non s’è mai visto: un primo ministro che chiede pubblicamente scusa a un suo ministro. Eppure è successo a Gerusalemme. Da un lato il premier Benjamin Netanyahu. Dall’altro, il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman (capo del partito di destra Israel Beitenu). In mezzo: le scuse, appunto.

Facciamo un passo indietro. Bruxelles, mercoledì 30 giugno: il ministro israeliano dell’Industria, Benyamin Ben Eliezer incontra in forma segreta il capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu. Lo scopo: attenuare le tensioni tra i due paesi dopo il blitz sulla “Freedom flotilla” del 31 maggio scorso.

Solo che Lieberman non ne sapeva nulla. Lui, il capo della diplomazia israeliana. Quando la notizia è diventata di dominio pubblico, Lieberman non solo si è detto offeso per l’iniziativa, ma ha anche minacciato l’uscita dal governo. Cosa che per Bibi Netanyahu avrebbe comportato la morte dell’esecutivo.

Dopo giorni di colloqui tra le colombe dei due politici, ieri Netanyahu ha chiuso l’incidente. Almeno in apparenza. Il premier ha riconosciuto di aver sbagliato nel non consultare Lieberman prima di autorizzare l’incontro di Bruxelles.

Ma i nodi restano. Perché il partito di Lieberman accusa Netanyahu di inconsistenza politica ogni volta che qualche governo straniero alza la voce contro Israele. Mentre uomini vicini al premier difendono l’utilità dell’incontro riservato con i turchi.

Leonard Berberi

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attualità

Spagna, catena di negozi ritira dagli scaffali un gioco perchè israeliano

Il boicottaggio dei prodotti dello Stato ebraico si allarga. Ma stavolta ad essere inserito nella “black list” tutta in chiave anti-Stato ebraico è un gioco di società, Rummikub, il terzo più popolare al mondo. I negozi spagnoli dell’Abacus, nota marca di distribuzione locale, hanno deciso di non venderlo. La colpa di Rummikub? Avere passaporto israeliano.

Un’azione di boicottaggio diretta al gioco, distribuito in 54 Paesi e in 26 diverse lingue, che segue il raid compiuto dalla Marina militare israeliana contro la Freedom Flotilla diretta a Gaza. Al suo posto, come rivela il quotidiano spagnolo el Paìs, i negozi hanno piazzato un’imitazione cinese del gioco che, dagli anni Trenta (quando è stato inventato), ha venduto all’incirca 50 milioni di confezioni.

«Abbiamo tenuto il gioco finora perché è molto interessante dal punto di vista pedagogico – ha detto al giornale Quim Sicília, un alto dirigente della catena Abacus –. Ma come cooperativa vediamo quello che sta accadendo e dobbiamo essere sensibili alle situazioni sociali».

Inventato da Ephraim Hertzano, lo scorso anno, proprio in Spagna, si è svolto il Campionato mondiale di Rummikub.

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