attualità, economia

Sette arabi su dieci preferiscono i prodotti israeliani

Il boicottaggio no. Nemmeno per sogno. Perché il cibo israeliano è più buono. Perché costa di meno. E perché, tutto sommato, offre più garanzie sulla sua preparazione e conservazione. Parola di consumatore ebreo? No. Parola di israeliano di religione islamica.

Nonostante le azioni di boicottaggio di alcune parti del mondo, loro, gli arabo-israeliani, preferiscono fare spesa nei supermercati ebraici. I conti lo dimostravano. Adesso c’è pure una conferma ufficiale: secondo un sondaggio dell’Istituto israeliano di Geo-cartografia, il 68% dei musulmani di nazionalità israeliana preferisce acquistare prodotti alimentari realizzati in terra ebraica.

Il sondaggio è stato commissionato da una grande catena di supermercati – la Big Zol – che ha intenzione di aprire nei prossimi mesi 15 nuovi centri commerciali nelle città a maggioranza araba, con un investimento di circa 21 milioni di dollari.

Secondo la ricerca, poi, la metà degli acquirenti arabi compra generi alimentari nei mini-market dell’area in cui vivono. Anche se, rispetto agli anni precedenti, la percentuale è diminuita. Più passa il tempo e più aumentat il numero dei consumatori musulmani che vanno a fare la spesa in un supermercato di una qualsiasi città ebraica.

Quanto alla spesa per famiglia nel settore alimentare, questa è rimasta costante negli ultimi quattro anni. Ogni mese, un nucleo arabo spende circa 550 dollari in prodotti alimentari. Un valore che resta molto basso rispetto a quello di una famiglia ebraica, più alta di circa un quinto.

Annunci
Standard
attualità, economia

Una vita ad alta tensione

(foto Ma'ariv)

Doveva essere un anfratto da usare per appoggiare scatolini oppure materiale pericoloso. Era diventato – da non si sa quanto tempo – un piccolo appartamento per una famiglia senzatetto. E quando una squadra speciale di elettricisti della società israeliana li ha scoperti, qulla casa improvvisata s’è dissolta all’improvviso.

E’ successo a sud di Tel Aviv. Pochi giorni fa, una squadra di manutenzione viene chiamata a fare un’ispezione a una stazione elettrica. La sala di controllo, infatti, aveva ricevuto molte segnalazioni che parlavano di intrusioni in questi luoghi pericoloso e sorvegliati.

Gli addetti si sono presentati convinti di trovare qualche futuro terrorista. Invece hanno trovato questi tre materassi con tanto di coperte, lampadine allacciate alla rete elettrica, spazzatura e anche un vaso di fiori. Lo choc è stato ancora maggiore quando poi sono state trovate oggetti di cartoleria (quaderni, fogli), bambole e altri giocattoli. Insomma, altro che terroristi: lì c’erano sicuramente dei bambini. Bambini poveri.

“E’ stato incredibile e triste allo stesso tempo”, ha dichiarato Ofer Sulamit, uno dei responsabili della squadra di manutenzione. “Purtroppo abbiamo dovuto mandare via chi ci viveva perché è un luogo dove proprio non si può stare”.

La polizia non ha ancora detto chi ci viveva là dentro, ma questo rischia di offrire uno spaccato preoccupante di una società che sta diventando sempre più occidentale. In tutti i sensi

Standard