attualità, politica

Telepolitica

(fotogramma da Canale 23)

Deputato: “Il ministro della Difesa Barak ascolta musica classica e al tempo stesso uccide i bambini palestinesi”. Giornalista: “Sei uno sfacciato. Come è possibile che deputati israeliani si schierino con una organizzazione terroristica come Hamas?”. Deputato: “Sei un Mefistofele. Un giornalista al servizio di tutti i primi ministri”.

A Canale 23 va in onda la rissa. Politica, sì. Giornalistica, anche. Ma soprattutto istituzionale. Perché ad accusare un ministro è Jamal Zahalka, membro del parlamento israeliano e leader del partito arabo-israeliano Balad. A difendere Ehud Barak (Labour) e a contrattaccare è Dan Margalit, grande firma del free-press (di cui abbiamo parlato) “Israel ha-Yom” e filo-governativo. Il tutto, di fronte alle telecamere del programma “Erev Hadash” (New evening show). Com’è finita? Che il deputato è stato cacciato dallo studio tv.

Tutto è iniziato quando Zahalka ha criticato duramente l’operazione “Piombo fuso” di un anno fa su Gaza e ha biasimato il governo israeliano anche per il blocco che vige tutt’ora sulla Striscia. A quel punto, i due conduttori, Margalit in testa, hanno fatto rilevare che proprio ieri (31 dicembre), un deputato arabo israeliano, Taleb a-Sana, aveva rilanciato con il proprio cellulare un messaggio del leader di Hamas a tutti gli arabi israeliani. E si chiedevano, i due giornalisti, come fosse possibile accettare che la democrazia israeliana potesse essere rappresentata dai “portavoce dei terroristi”. A quel punto gli animi si sono accesi e sono volate parole grosse. Fino agli insulti.Il programma è poi proseguito – non senza imbarazzo – con un’altra intervista. “Dalla tempesta in studio passiamo a quella in Iran”, ha chiosato il conduttore.

Qui sotto il video del litigo (in lingua ebraica, sottotitoli in inglese)

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