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A volte c’è, a volte no: la geografia (schizofrenica) di Egypt Air su Israele

La cartina (senza Israele) che compare sui monitor a bordo degli aerei della Egypt Air

La cartina (senza Israele) che compare sui monitor a bordo degli aerei della Egypt Air

Ma Israele esiste o no per la Egypt Air? Nel 2011 la compagnia egiziana era finita nell’occhio del ciclone per aver rimosso lo Stato ebraico dalle proprie cartine. Poco più di due anni dopo – come dimostra questa foto scattata a bordo di uno dei suoi aerei – la compagnia egiziana Egypt Air conferma la sua “policy”: Israele, semplicemente, non esiste. Anche se, a ben vedere, si son dimenticati di cancellare una delle sue più grandi città: Beersheba.

Un buco nero che però stavolta sembra valere soltanto sui velivoli.  Perché sul sito ufficiale lo Stato ebraico è stato ripristinato (vedi mappa interattiva). Il tutto in una cartina, quella sul sito, piena di errori geografici. Per esempio: Atene e Larnaca in mare aperto, lontani da Grecia e Cipro. Beirut quasi al confine con Israele. Milano praticamente in Liguria. Piccoli refusi, volendo, di fronte a un intero Paese sparito. (l.b.)

(foto di Flavio Bini)

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E la compagnia “Egypt Air” fa sparire Israele dalle sue mappe

La prima versione della cartina: il Medio Oriente secondo "Egypt Air". Israele non c'è, al suo posto c'è la Giordania (foto ynet.co.il)

La notizia, visto il mercoledì tragico, è passata un po’ in secondo piano. Però contribuisce – nel suo piccolo – ad accentuare la tensione che accerchia Israele. Il fatto è che a voler fare le pulci all’incognita Egitto, si scoprono cose interessanti.

Come quella notata dai giornalisti del quotidiano ebraico online“Ynet”: “Egypt Air”, la più grande compagnia aerea egiziana, ha rimosso Israele dalla sua mappa. Non solo come rotta, ma anche come Paese. Per cui, anche se ci sono quattro voli alla settimana verso lo scalo internazionale di Tel Aviv e anche se la compagnia gemella, Air Sinai, fa altrettanto, chi volesse prenotare via Internet i biglietti con destinazione lo Stato ebraico farebbe molta fatica.

Anche dopo la correzione, i confini d'Israele sono comunque imprecisi (Falafel Cafè)

A vederla bene, nella “route map” della compagnia il Libano è grande il doppio è arriva praticamente fino a inglobare Haifa e Tel Aviv. E prima che la segnalazione diventasse pubblica nella cartina la Giordania finiva sul Mediterraneo. Con la capitale Amman che, secondo la personalissima idea di mappamondo, sembrava posizionata dove oggi si trova Gerusalemme.

Poi qualcuno, nel giro di poche ore, ha fatto una piccola modifica: ha spostato la città entro i confini giordani. Ma ha comunque lasciato intatti le nuove frontiere d’Israele: lo Stato ebraico è quasi la metà, ed è un tutt’uno con Gaza e la Cisgiordania.

Leonard Berberi

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