economia

L’italiana Micoperi, il metano e l’appalto da 100 milioni di euro

Toccherà a una società italiana risolvere i problemi di rifornimenti di metano d’Israele. Secondo il quotidiano economico-finanziario dello Stato ebraico «Globes», con ogni probabilità sarà la Micoperi Marine Contractors srl ad aggiudicarsi l’asta per la costruzione delle piattaforme per l’estrazione del gas naturale.

Il progetto tocca i 500 milioni di nuovi shekel (circa 100 milioni di euro) e dovrebbe iniziare a concretizzarsi a partire dalla fine del 2012 al largo di Hadera, nei pressi di Haifa, nel nord del Paese. Una volta finiti i lavori, il metano consentirà all’Ente israeliano dell’elettricità (Iec) di compensare in parte il deficit causato dai continui intoppi nel rifornimento di gas egiziano. In queste settimane, infatti, lo Iec sta ricorrendo al petrolio per soddisfare tutta la domanda di elettricità.

La Micoperi Marine Contractors srl ha la sede legale a Ravenna, il centro delle operazioni di base a Ortona, in provincia di Chieti, e due uffici distaccati in Egitto e Croazia. E si occupa, tra le altre cose, di costruzione, trasporto e installazione di strutture offshore, pontili e terminali marini. (l.b.)

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attualità

Dal Belgio verso Israele tutto in bicicletta. Dopo Schuster, ecco il viaggio di David e Iris

Sembra sia diventata una mania. O una moda. E il merito si deve, forse, a Stephen Schuster, il 45enne tedesco che sopra alla sua bicicletta ha percorso quasi 6mila chilometri dalla casa di Monaco di Baviera fino ad Haifa.

Lo stesso viaggio ora l’ha fatto un altro. Anzi, altri due: David Verlinden e la sua amica olandese Iris Baijens. Stavolta son partiti dal Belgio, hanno pedalato verso Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Romania, Bulgaria, Grecia, Turchia, Siria, Libano, Giordania. In tutto: 5.778 chilometri lunghi tre mesi.

«In Bulgaria e Turchia ci hanno considerato dei pazzi», racconta David, 31 anni. E a chi gli chiedeva come fosse andato il tratto di strada lungo l’asse Siria-Libano, il ragazzo è stato sincero: «A parte i poster onnipresenti del presidente siriano Bashar al-Assad e a parte i servizi segreti, ci siamo sentiti al sicuro e siamo stati trattati bene». Certo, non hanno dovuto dire alla polizia dove erano davvero diretti: cioè in Israele.

Ancora qualche giorno di vacanza, poi i due amici ritorneranno a casa. Ma stavolta, come ha fatto anche il tedesco Schuster, il viaggio sarà a bordo di un aereo.

L.B.

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