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Shimon Peres in Spagna, tra Mourinho e Cristiano Ronaldo

Una visita in Spagna e una toccata e fuga al centro sportivo del Real Madrid. Il presidente israeliano Shimon Peres ha fatto di tutto per andare a incontrare Cristiano Ronaldo & Co. e per stringere la mano all’allenatore Josè Mourinho. Con loro si è intrattenuto un’oretta, ha parlato del valore politico che può assumere il calcio nel mondo e ha scherzato con i giocatori. Alla fine dell’incontro, dopo le foto di rito, il portiere Casillas ha regalato una maglia originale con il cognome Peres al capo dello Stato ebraico. (l.b.)

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Casillas e Nadal salpano sulla prossima “Freedom Flotilla”?

Iker Casillas, 29 anni, portiere della nazionale spagnola di calcio e neo-campione del mondo in Sudafrica

Iker Casillas e Rafael Nadal. Per cominciare. Il campione del mondo del calcio e il numero uno del tennis. Insieme, pare, su una nave che a settembre farà rotta verso Gaza. Freedom Flotilla, atto secondo. Questa volta con meno persone “normali” e il maggior numero di personaggi famosi.

A dare la notizia è al-Hayat, giornale arabo, ma pubblicato a Londra: la Campagna europea per la fine dell’assedio su Gaza – la stessa che ha organizzato la prima sciagurata spedizione del 31 maggio (9 morti, decine di feriti, incidenti diplomatici a catena) – ecco, la Campagna europea avrebbe contattato personaggi famosi dello sport (spagnoli e francesi soprattutto) da far imbarcare sulla seconda spedizione della Freedom Flotilla.

Rafael Nadal, 24 anni, tennista spagnolo al primo posto nel ranking mondiale ATP (Ap Photo)

Stando al giornale, il portiere della nazionale spagnola di calcio Casillas avrebbe dato un sì preliminare. Ma vorrebbe tenere segreta la sua eventuale presenza sulla nave per evitare – scrive al-Hayat – «che lui e la sua squadra possano ricevere un qualche tipo di pressione da parte israeliana».

Il portiere non sarebbe nuovo a questo tipo di simpatie filo-palestinesi. Molti blog spagnoli non hanno mancato di far notare che Casillas avrebbe chiesto di non partecipare ai festeggiamenti popolari per la vittoria del mondiale in Sudafrica «per rispetto e per esprimere tutto il dispiacere per quello che succede a Gaza». «Non è pensabile che la gente prenda parte a celebrazioni, ridendo e divertendosi, dopo aver visto quello che succede nella Striscia», avrebbe detto il numero uno.

L’altro nome che viene fatto è quello di Rafa Nadal. Uno che – scrive al-Hayat – «non ha esitato a condannare l’aggressione israeliana nei confronti della Striscia di Gaza durante l’operazione “Piombo Fuso”». A questo punto la palla – è il caso di scriverlo – passa a loro. Ai due campioni spagnoli.

Leonard Berberi

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