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Nei tunnel di Gaza ora ci passano pure le auto

(foto Afp)

Prima erano dei tunnel piccolissimi. Ora sono diventati così lavorati, così ben progettati e così ben forniti che ormai ci passa di tutto. Anche le macchine. Che, per arrivare dall’Egitto alla Striscia di Gaza, venivano prima smontate, poi fatte passare pezzo per pezzo, quindi rimontate alla luce del sole in quel di Hamas Town.

Ora non c’è più bisogno. Raccontano i corrispondenti dell’agenzia Reuters che ora le macchine passano così come sono, in tutta la loro grandezza, in alcuni tunnel illegali che collegano la Striscia di Gaza all’Egitto. Chiedere, per informazioni, a Hamdi Abu Kuresh, 60 anni, che ha da poco ricevuto – via tunnel – una Hyundai Alantra, anno di produzione 2010, tutta nuova di zecca e soprattutto intatta.

Il blocco economico imposto da Israele costringe a trovare vie di passaggio alternative. E i tunnel, nonostante sia sempre più vicino l’accordo Cairo-Gerusalemme per distruggerli, sono ormai l’unico collegamento con il mondo esterno. La domanda e l’offerta di prodotto – macchine comprese – passa tutto sui tunnel. Chiusi quelli, si ferma l’intera economia della Striscia.

Ma i costi, per i palestinesi, comunque restano alti. Dice Kuresh che la sua nuova auto costa, in Egitto, 20 mila dollari. Ma che, quando arriva a Gaza, aumenta di oltre il 50%. La sua Hyundai, per esempio, è costata – tra prezzo del veicolo e tasse di registrazione e passaggio via tunnel – 31 mila dollari.

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Allarme rosso

Tutti al corso di scuola guida. La Or Yarok (luce verde) Road Safety Organization, un’associazione che periodicamente sintetizza lo stato di salute dei guidatori made in Israel, pubblica l’ultimo dossier. Accusando i patentati. E, nemmeno tanto velatamente, la polizia. Rea, quest’ultima, di non imporre sempre l’applicazione del codice.

Tremila incidenti stradali – scrive il rapporto – nel biennio 2007-2009 sono stati causati da autisti che ignoravano la luce rossa del semaforo. In totale, più di metà del totale dei disastri che coinvolgono autoveicoli nelle venti più grandi città d’Israele.

“La tendenza degli automobilisti israeliani a fregarsene del semaforo rosso ha raggiunto livelli ‘epidemici'”, ha detto Shmuel Abuav, portavoce di Or Yarok. E ha aggiunto: “E’ inutile negare che ormai è diventato un problema nazionale, economico e sociale”.

Più in dettaglio, lo studio di Or Yarok documenta come nelle cinque più grandi città di Israele – Gerusalemme, Tel Aviv, Haifa, Rishon Lezion e Ashdod – 1,925 incidenti stradali negli ultimi due anni sono stati causati da “disattenzione nei confronti dei semafori”. 777 scontri solo a Tel Aviv e 456 a Gerusalemme.

E qui entra in gioco anche la polizia. Perché sei persone su dieci non si aspettano che le forze dell’ordine facciano qualcosa per punire gli indisciplinati. “Le forze in campo dovrebbero essere aumentate – propone Abuav – e molte più telecamere dovrebbero essere installate agli incroci semaforici”. Ad oggi, soltanto 47 telecamere risultano installate in tutto il Paese.

Interpellata dal Jerusalem Post per dire la propria sull’ultimo dossier, la Polizia stradale israeliana ha preferito non rispondere.

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