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Israeliano prende in giro Gheddafi. Il video spopola su YouTube (e nel mondo arabo)

Ci ha pensato un israeliano. Ma l’hanno adottato gli arabi. C’è una clip musicale su YouTube realizzata da Noy Alooshe, un giovane israeliano, dove il dittatore libico Muammar Gheddafi viene preso in giro mixando il discorso di 75 minuti che il Colonnello ha fatto pochi giorni fa.

Da quando è stato caricato su YouTube il filmato è stato visto quasi un milione di volte e sta avendo grande successo soprattutto nel mondo arabo. Tanto da essere finito anche sulla tv al Arabiya. Una notorietà che potrebbe perfino essere adottato dall’opposizione libica, secondo il quotidiano in lingua ebraica “Yedioth Ahronoth”.

Nel clip , intitolato “Zenga Zenga song”, si vede un Gheddafi furente e scomposto mentre tiene un discorso in cui minaccia di stanare casa per casa i «ratti» ribelli con un accompagnamento di musica rap. Ad Alooshe sono giunti numerosi messaggi di apprezzamento dai paesi arabi che però, in parte, si sono poi tramutati in minacce e insulti quando è risultato che l’autore della presa in giro è un ebreo e per di più israeliano.

L.B.

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E ora anche una canzone chiede il ritorno di Gilad Shalit

Quattro anni e mezzo dopo, di Gilad non si ha ancora traccia. 1656 giorni dall’ultima volta in cui è stato visto, il soldatino israeliano rapito da Hamas resta ancora rinchiuso da qualche parte nella Striscia di Gaza. E se non fosse per papà Noam e per mamma Aviva, il ragazzo – 25 anni ad agosto – potrebbe benissimo diventare il nuovo “missing in action” israeliano.

Le provano tutte Noam e Aviva. La marcialonga di qualche mese fa lungo il Paese, i sit-in di fronte alla sede del primo ministro Netanyahu, le copie cartonate in scala reale di Gilad sparse lungo le strade di Gerusalemme, i tanti gruppi Facebook e un sito ufficiale in otto lingue (compresa quella italiana). Ora ci si mette pure un famoso cantante, Eyal Golan, a ricordare a tutti che c’è un ragazzo da riportare a casa.

Noam Shalit, il papà di Gilad, insieme al cantautore Eyal Golan, nello studio di registrazione di Rishon LeZion

Golan, insieme a papà Noam, visibilmente emozionato (qui il video del tg di Canale 2), ha composto “Canzone per Gilad”. Quattro minuti di canzone melodrammatica – registrati presso gli studi Tamir Zur di Rishon LeZion – pieni di riferimenti al legame perso con i genitori, al lavoro quotidiano di questi ultimi per riabbracciare (vivo) il figlio e ai sentimenti di un intero Paese (sotto la versione integrale).

L’idea di comporre una canzone è di Dalia Itzik, ex portavoce (Kadima) della Knesset. È stata lei a chiedere a Eyal Golan di scrivere qualcosa per il soldato rapito. «Ho accettato subito», ha raccontato il cantante ai giornalisti. Tutti i profitti derivanti dalla vendita del singolo andranno – per decisione del musicista – alla fondazione che si occupa di far tornare a casa Gilad.

Servirà? È questa la speranza di papà Noam. Anche se più passano i giorni, più la speranza lascia spazio alla rassegnazione.

© Leonard Berberi


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