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Anche il Cile riconosce lo Stato palestinese. Ora Israele teme l’effetto domino

L’effetto domino sembra dietro l’angolo. E a nulla sono servite le frasi che minimizzavano gli eventi. Ora, ammettono gli stessi diplomatici, la questione si fa seria. E rischia di mettere nell’angolino lo Stato ebraico.

Succede che dopo Brasile e Argentina, Uruguay, Ecuador e Bolivia, un altro Paese – il Cile – ha riconosciuto formalmente lo Stato della Palestina come entità «libera, indipendente e sovrana». A dirlo a tutto il mondo è stato il presidente in persona, Sebastian Pinera (centro-destra).

«Malgrado l’ostentata minimizzazione di quello che è successo nelle ultime ore – scrive il quotidiano Yedioth Ahronoth –, l’amministrazione israeliana è seriamente preoccupata per la piega che può prendere questo continuo riconoscimento dell’Anp».

Riconoscimenti, questi, che secondo un portavoce ministeriale, «sono inutili e privi di senso». La realtà è che solo il negoziato bilaterale con Israele potrà condurre a un eventuale accordo di pace tale da modificare la situazione reale.

Ma il timore di un «effetto domino di riconoscimenti anticipati dello Stato palestinese» esiste e rischia di accentuare la pressione diplomatica su Israele dopo lo stallo dei colloqui diretti con l’Anp promossi nei mesi scorsi da Barack Obama.

L’adesione del Cile – guidato da un’amministrazione moderata e filo-americana – viene ritenuta in particolare una svolta in grado di trascinare anche altri Paesi fuori dall’orbita «sinistrorsa», come ad esempio il Messico. E pensare che poche settimane fa, di ritorno dall’America Latina, il ministro degli Esteri Lieberman aveva detto che «tutto il Sudamerica è con Israele».

Leonard Berberi

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